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«Il Decano ti dà una mano»

Per provvedere alla nomina dei nuovi Decani per il quinquennio 2021-2026 l’arcivescovo mons. Mario Delpini ha indetto regolari votazioni e sono stati pubblicati i testi del relativo decreto arcivescovile e del corrispettivo regolamento (disponibili a questo link). Le modalità per le votazioni rimangono sostanzialmente le stesse individuate in occasione del precedente rinnovo. Per i Decanati di nuova costituzione si provvederà sin d’ora a votare con riferimento al nuovo costituendo Decanato.

Le votazioni sono previste martedì 19 gennaio. In questi giorni verranno offerte maggiori precisazioni su ritiro del materiale, modalità di votazione, scrutinio, trasmissione dell’esito, oltre che alcune riflessioni di fondo sul significato e l’importanza di questa votazione, in particolare in questo anno in cui verrà avviata una radicale riforma del Decanato.

Si prefigura anche una nuova realtà, l’Assemblea sinodale decanale. Di cosa si tratta?
È una figura che è emersa, con forza e creatività, in questi mesi di lavoro. Come “ascoltare” tutti i segni di Vangelo presenti nel nostro territorio, quello geografico e quello “esistenziale”? Come giungere a decisioni “sinodali” per compiere scelte missionarie e sostenere la testimonianza evangelica in questi ambiti di vita umana? A servizio di questo opererà l’Assemblea sinodale, che avrà il volto che sarà disegnato nelle prossime settimane. Una cosa è certa: saranno soprattutto i laici ad animare e orientare il cammino decanale. Anche in questo discernimento il Decano avrà il compito di tenere insieme e valorizzare i carismi e i servizi che lo Spirito suscita nella Chiesa.

Cosa si chiede ai Decani? 
Al Decano si chiede non di caricarsi di un peso in più, ma di “dare una mano”, una mano che accoglie, una mano che scambia la pace (anche fisicamente, quando si potrà…), una mano che si collega ad altre mani di discepoli e missionari. Al Decano, piuttosto, si chiede di fare “pastorale vocazionale” per riconoscere quanti il Signore anche oggi chiama alla testimonianza missionaria, incoraggiando la corresponsabilità operosa di tutti. Come ha fatto Barnaba ad Antiochia e con Saulo-Paolo. Ma non da solo. Insieme con il Vicario episcopale di Zona, riconoscerà quel nucleo apostolico “ardente” che avvierà la ricerca dei segni di Vangelo presenti nel territorio da accogliere, incoraggiare, unire in fraternità. Al Decano è affidata, anche con l’aiuto di altri presbiteri, la cura della Fraternità del Clero e la cura del legame tra parrocchie e Comunità pastorali. Il Decano, soprattutto, ha un volto, un nome, una storia di fede e di servizio alla Chiesa. A lui perciò si può chiedere che sostenga con saggezza, equilibrio e serenità le comunità pastorali e le realtà ecclesiali. Perciò martedì 19 gennaio nella nostra preghiera ricordiamo con riconoscenza chi conclude il servizio di Decano e invochiamo la benedizione di Dio per chi verrà “preso a servizio”.

Chiesa di Milano