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La Chiesa e le donne

11 gennaio 2021: non sarà una data che i libri di storia ricorderanno, ma per la storia delle donne è sicuramente  un piccolo passo verso aperture e riconoscimenti pubblici.

Papa Francesco, il 10 gennaio, tramite la lettera apostolica in forma di Motu proprio “Spiritus Domini”,

ha modificato il can.230 §1 del Codice di Diritto Canonico, introducendo la possibilità anche per le donne di accedere al Lettorato e all’Accolitato, finora appannaggio esclusivo degli uomini.

Così recita una parte del Motu proprio:

Lo Spirito del Signore Gesù, sorgente perenne della vita e della missione della Chiesa, distribuisce ai membri del popolo di Dio i doni che permettono a ciascuno, in modo diverso, di contribuire all’edificazione della Chiesa e all’annuncio del Vangelo”.

Scrive ancora il Papa nel Motu Proprio: “Questi carismi, chiamati ministeri in quanto sono pubblicamente riconosciuti e istituiti dalla Chiesa, sono messi a disposizione della comunità e della sua missione in forma stabile. In alcuni casi tale contributo ministeriale ha la sua origine in uno specifico sacramento, l’Ordine sacro. Altri compiti, lungo la storia, sono stati istituiti nella Chiesa e affidati mediante un rito liturgico non sacramentale a singoli fedeli, che risultino idonei, di sesso maschile o femminile, secondo quanto già implicitamente previsto dal can. 230 § 2”. Quindi:

“I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa”.

Un altro exploit di papa Francesco, sempre attento alle realtà della società, sempre pronto a discernere le esigenze del tempo, disponibile a muovere la Chiesa verso nuovi cammini.

L’istituzione dell’accesso delle laiche al servizio della parola e dell’altare è, in effetti, già presente nelle parrocchie da diversi decenni; l’atto del papa, però, sancisce in modo chiaro e irreversibile come i ministeri laicali non siano più solo appannaggio degli uomini.

Nell’Antico Testamento sono innumerevoli le donne ricordate e che compiono azioni sia nel bene sia nel male, divenendo soggetti attivi in vari episodi.

Nei racconti del Nuovo Testamento Gesù stesso ha riconosciuto, pur nel suo tempo storico, una grandissima dignità alla donna; con Maria, sua madre, vengono ricordate numerosissime figure femminili, testimoni dei messaggi di Gesù: la Samaritana, Maria di Magdala, l’adultera, Marta e Maria, la cananea, ecc. Altre donne sono testimoni della potenza divina di Gesù nel compiere vari miracoli per loro, l’emorroissa, l’adultera, la suocera di Pietro, la vedova di Nain, la figlia di Giairo, ecc.

Infine, ci furono solo donne accanto a Gesù sulla croce, i suoi amici si erano nascosti; furono le donne ad arrivare per prime al sepolcro vuoto e come non ricordare la tenerezza dell’incontro di Gesù risorto con Maria!

Nell’elevatissimo numero dei santi, circa 9.900, innumerevoli sono le donne, sante o beate, ricordate nei nostri calendari!

Durante l’Angelus del 10 settembre 1978, papa Giovanni Paolo I, facendo riferimento a un passo dell’Antico Testamento, disse:  “Il popolo ebraico ha passato un tempo momenti difficili e si è rivolto al Signore lamentandosi dicendo: « Ci hai abbandonati, ci hai dimenticati! ». « No! – ha risposto per mezzo di Isaia Profeta – può forse una mamma dimenticare il proprio bambino? Ma anche se succedesse, mai Dio dimenticherà il suo popolo (cfr. Is. 49,15)». Anche noi che siamo qui, abbiamo gli stessi sentimenti; noi siamo oggetti da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. È papà; più ancora è madre.» L’8 settembre 1999, papa Giovanni Paolo II, commentando la parabola del Padre misericordioso, affermò: «Egli (Dio) è anzitutto e soprattutto Padre. È il Dio Padre che stende le sue braccia benedicenti e misericordiose, attendendo sempre, non forzando mai nessuno dei suoi figli. Le sue mani sorreggono, stringono, danno vigore e nello stesso tempo confortano, consolano, accarezzano. Sono mani di padre e di madre nello stesso tempo. Il padre misericordioso della parabola contiene in sé, trascendendoli, tutti i tratti della paternità e della maternità. Gettandosi al collo del figlio mostra le sembianze di una madre che accarezza il figlio e lo circonda del suo calore.» Grazie a queste intuizioni è stato rivelato un Dio che si è fa padre e madre, per prendersi cura dell’umanità con l’amore paterno e la tenerezza materna; torna proprio alla mente il particolare delle due mani del padre nel dipinto di Rembrandt “ Il ritorno del figliol prodigo”.

Oggi tante sono le testimonianze del rilievo e del valore che la donna assume nella vita sociale; certamente la condizione femminile, a fronte di secoli, in pochi decenni ha ottenuto un posto rispettabile nella collettività: donne sono a capo di imprese e ministeri, altre sono alla guida di navi e di orchestre; molte donne, però,  sono ancora vittime di sospetti e di violenze, altre stanno su gommoni o tra sfruttamenti, soprusi e prepotenze.   Alla luce di tutte queste riflessioni sparse, nel gesto di papa Francesco riconosciamo un effettivo percorso di ricerca di giustizia e di equità anche in questo ambito.   Eleonora C.