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Fondo San Giuseppe, chi è salito sulla “scialuppa di salvataggio”

Sette milioni raccolti, due già erogati e gli altri già impegnati per coprire le necessità dei 1700 beneficiari entrati nel programma. Sono gli ultimi risultati del Fondo San Giuseppe, creato della Diocesi per aiutare le persone che hanno perso il lavoro a causa del Covid.

Tra chi ha chiesto aiuto, il 43% è in attesa di cassa integrazione, il 21% ha terminato il contratto di lavoro o non se lo è visto rinnovare, il 10% aveva un’attività autonoma che ha non resistito allo stop economico. Ma c’è anche un 9% che ha perso il lavoro nonostante il blocco del licenziamenti: è il caso di colf e badanti, categoria per la quale non vale la moratoria imposta dal Governo ad altri settori. Il resto è costituito da lavoratori parasubordinati od occasionali.

«Il Fondo San Giuseppe è stata una scialuppa di salvataggio che ha soccorso tanti che rischiavano di venire sommersi – sottolinea Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -. Ma la crisi sociale prodotta dall’emergenza sanitaria non è alle nostre spalle. Tutt’altro. Ci aspettiamo un autunno ancora più difficile dei mesi passati. Per questo abbiamo rinnovato l’appello a contribuire a questa iniziativa. Chi può doni, affinché nessuno sia lasciato indietro».

Chiesa di Milano 

Per offerte:

Causale Fondo San Giuseppe

– Conto Corrente Bancario, Credito Valtellinese

IBAN: IT17Y0521601631000000000578,

Intestato a: Caritas Ambrosiana Onlus – Donazione detraibile/deducibile.

– Conto Corrente Postale, Numero: 13576228

Intestato a: Caritas Ambrosiana Onlus – Donazione detraibile/deducibile

– Conto Corrente Bancario, Credito Valtellinese

IBAN: IT94I0521601631000000002405,

Intestato a: Arcidiocesi di Milano