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Verbale del Consiglio Pastorale del 15 settembre 2020

Presenti:

Sergio Grossi, Mariangela Mosconi, Rita Infantino, Riccardo Bodini, Andrea Ferrari, Mauro Cremonesi, Chiara Pupillo, Elisabetta Pupillo, Laura Rapetti, Andrea Villa, Melissa Denti, Paola Caldi, Antonio Conficconi, Nella Uccelli, Stefano Dossi, Giorgio Toffanello, Roberto Federico, Martina Maffei, Chiara Baratella, Matteo Ranzi, Viviana Fidao, Gianfilippo Macchi, Roberto Zanoni, Domenico Di Stefano, Maurizio Durelli, Renato Martini, Katia Barraco, don Simone, don Tommaso, don Zaccaria, don Claudio, don Lorenzo (2).

Assenti giustificati: Maurizio Cremonesi, Adriana Scarpato, Andrea Panico

OdG:

1- Compieta

2- Presentazione nuovi membri del Consiglio Pastorale

3- Introduzione del Parroco

4- Nuovo planning orario messe della Comunità Pastorale (vedere in allegato le proposte da cui partiremo per le valutazioni)

5- Varie ed eventuali

Alle ore 21.10 inizia la riunione.

  1. Compieta
  • Presentazione di tutti i membri del consiglio pastorale.
  • Introduzione del parroco:

Il 4 settembre ufficialmente la parrocchia dei S.S. Pietro e Paolo di Mezzate è entrata a far parte della Comunità Pastorale San Carlo, i cui 4 rappresentanti del consiglio pastorale sono oggi qui presenti. Contestualmente don Luca Fumagalli si è trasferito nella parrocchia di Sedriano. Don Pierangelo si è trasferito, per pensionamento, nella sua parrocchia di origine (Monza San Fruttuoso).

Il 2 Agosto notte è deceduto mio padre, e ringrazio tutti per la vicinanza alla mia famiglia. Vi chiedo di pregare anche per tutti noi preti che, come tanti di voi, hanno i genitori in difficoltà. Siamo persone come voi, che hanno problemi, anche di salute, come voi, e a volte la preoccupazione della salute dei nostri genitori passa in secondo piano rispetto alle problematiche che ci danno le 5 parrocchie. Anche per questo, chiediamo la vostra comprensione, soprattutto se non siamo sempre pronti a sorridere. Vi chiediamo un sostegno alla nostra umanità con la preghiera.

Il tema di questa sera lo abbiamo già sviluppato con il CP di Mezzate, ma non vogliamo anticipare quello che

  • emerso là, proprio per dare la possibilità “pulita” di esprimere tutte le vostre riflessioni sulle ipotesi di cambio Messe proposto. A conclusione vi diremo cosa è emerso a Mezzate.

I rappresentanti di Mezzate sono coloro che sono stati i primi eletti per ciascuna fascia d’età di Mezzate durante le ultime elezioni.

Esiste un ingresso effettivo della parrocchia in Comunità (quello sulla carta del decreto arcivescovile) e uno più fecondo e importante che è quello affettivo, che sta iniziando, ma richiede un po’ di tempo, almeno un anno, sotto la parola d’ordine “per un anno avanti così, come siete stati abituati a fare”, in modo che si possa far scattare l’affettività, la conoscenza, la stima reciproca.

Tutte le scelte che si faranno, saranno in modo graduale, per la maggior parte, ma alcune si impongono da sé, ad esempio questa delle Messe, anche alcune date… Bisogna essere disposti a cambiare qualche abitudine, come quando… si va a convivere!

Siamo ancora in clima di epidemia che mortifica la maggior parte delle nostre attività comunitarie ed ecclesiali. Prova ne sarà il mese di Ottobre, quando faremo le prime Comunioni e le Cresime, che per necessità non permetteranno la presenza di tutti i parenti e amici. In questo contesto dobbiamo imparare e fare esercizi di comunione, imparare ad ascoltarsi, a darsi fiducia, a pensarsi non più da soli e credere che quello che abbiamo in mente di mettere in atto deve ancora avvenire, perché stiamo costruendo il progetto di Comunità. Bisogna combattere la sensazione di essere assediati, la tentazione di costruire muri, predisporre difese rispetto alla collaborazione e alla conoscenza. C’è da temere invece che venga a meno il Vangelo, la nostra testimonianza, la nostra gioia di camminare insieme. Noi preti purtroppo spendiamo troppe energie per convincere “i nostri cristiani” che siamo su questa strada… Il massimo del nostro tempo lo sprechiamo per correre dietro ai “già” fedeli che non si aprono, non ascoltano, non vogliono prendere atto di una realtà… Di conseguenza abbiamo pochissimo, o niente, tempo per le “pecore smarrite”.

Quali sono alcuni dei criteri con i quali scegliere ciò che è giusto per la Comunità (non per la mia parrocchia)?

1-   Guardare alla complessità e ad una certa ragionevolezza delle cose. Ci sono alcune Messe, adesempio, dove non partecipa più nessuno se non 1 o 2 persone… E’ inutile e non abbiamo le forze per insistere su qualcosa che la realtà ci dice che non è fattibile.

2-   Guardare al futuro e non all’immediato. Ora siamo 5 preti, ma in futuro non sarà sempre così. Tant’èvero che abbiamo accolto una parrocchia, ma sono andati via 2 sacerdoti.

3-   Abbiamo fatto 4 ipotesi, ma ce ne sono delle altre magari. Cerchiamo di passare dal principio di adattamento al principio di scelta. Tante Messe e tanti orari delle Messe sono giustamente statipensati e scelti negli anni scorsi per venire incontro alle esigenze delle persone (ad es. orario della Messa dei bambini, la Messa dei giovani, la Messa per quelli che lavorano…). Non si può correre dietro a tutti. Bisogna aiutare le persone a capire che la Messa è una scelta, non un impegno tra tanti. Questo criterio ovviamente non tiene conto dell’epidemia, ma dobbiamo pensare che questa epidemia finirà.

  • Nuovo planning orario messe della Comunità Pastorale Si apre la discussione

Stefano Dossi: tra le opzioni proposte alcune permettono la presenza di 3 sacerdoti, altre 4, ma adattabile a

  • In questa seconda opzione, l’opzione è la possibilità di togliere 1 Messa in caso di emergenza o di modularli con 3 o 4?

Don Claudio: abbiamo cercato di tenere più Messe possibili. Il problema è la fascia 9:30 – 11:00 della domenica mattina. Dobbiamo fare in modo che non ci siano 5 persone impegnate in contemporanea, senza che il sacerdote voli tra una celebrazione e l’altra. Se si toglie una Messa al sabato (sono tutte alle 18.00/18.30) si modifica la necessità della presenza di 3 o 4 sacerdoti. Mettere Messe in orari differenti andrebbe a toccare la tradizione delle singole parrocchie. Per tenere tutte le Messe attuali è necessario avere 5 sacerdoti stabili sempre, quindi tutte le opzioni necessitano delle modifiche di orari.

Andrea Villa: dobbiamo essere realisti, se i sacerdoti diminuiscono, devono diminuire le Messe. In estate ad esempio in montagna c’è un parroco per 3 parrocchie e celebra una sola Messa nel week end in ciascuna di esse. La domenica ci sono 9 Messe e il sabato 4 ora. Non mi interessa l’orario, ma che la Messa ci sia! Chiedo però l’opportunità che in primavera ed estate si possa mettere qualche sedia con altoparlante all’esterno, per permettere a maggior persone di partecipare. Il nostro responsabile della sicurezza è stato stretto nei calcoli della capienza, ma, salvaguardando la salute di tutti, dovremmo cercare di ampliare il numero dei

presenti. Soprattutto ora mancano i bambini. Dobbiamo evitare che le persone si accontentino di seguire la messa in TV.

Durelli Maurizio: i famigliari vivono insieme, perché non stanno sulla stessa panca? Serve che le persone si riavvicinino, trovino la voglia di stare insieme. Non so se si sia tenuto conto della capienza delle chiese. La valutazione di quante Messe dire in ciascuna chiesa deve tenere conto della capienza. Bisogna poi educare alla capacità di andare in un’altra Chiesa.

Matteo Ranzi: quando ci sarà il vaccino sarà diverso. Non sono in grado di dare un consiglio perché non riesco a capirne la differenza. Ci sono delle tradizioni che hanno messo le Messe a determinati orari, ma le tradizioni le si può modificare se ce n’è la necessità. Se si possono spostare gli orari la gente si abituerà, tanto ci stiamo abituando a cose impreviste molto più facilmente del passato. Ci vorrà del tempo, ma ci si adegua.

Paola: non trovo molta differenza rispetto al “prima del Covid” sul numero di Messe. Vedo modifiche rispetto a quanto viene proposto durante la settimana, ove sono diminuite.

Gianfilippo Macchi: il mio intervento è frutto di una riflessione fatta da noi 4 (consiglieri di San Bovio).

Questo intervento nasce dalla comune volontà di appartenenza alla Comunità Pastorale non per la difesa del campanile, delle tradizioni (abbiamo sempre avuto x Messe tutti i giorni e alla domenica…) ma perché abbiamo a cuore la stagione della semina ben consapevoli che l’unica cosa che non deve venir meno è il Vangelo. E’ vero, a prima vista siamo rimasti sorpresi nel leggere i prospetti che abbiamo avuto tra le mani in questi giorni con una forte riduzione delle Messe, come se situazioni avverse stessero “portando via” quello che ci sembrava già acquisito da tempo, ma vogliamo approfondire con tutti voi le motivazioni per comprendere meglio le decisioni che andremo a prendere attraverso un franco confronto. Abbiamo sempre sostenuto che siamo una Comunità in crescita con incremento demografico il più rilevante di tutto il territorio della Comunità Pastorale, (per i prossimi anni sono previste ulteriori espansioni) anche per questo il grande impegno della Chiesa a San Bovio ruota attorno alla famiglia e all’educazione cristiana. Si aggiungano inoltre le obiettive difficoltà di spostamento tra la nostra frazione e le altre chiese sorelle con spostamenti possibili solo in auto su tragitti per gran parte di noi piuttosto impegnativi. PROPOSTE PER LE MESSE FESTIVE: Ore 10 – 11,30 o altri orari del mattino

In considerazione delle presenze numerose alle due Messe domenicali del mattino, in periodo precovid, pensiamo che questa proposta sia inserita in una situazione ideale per perseguire gli obbiettivi di cui si parlava nella premessa. Ovviamente sappiamo che la realtà è diversa e che bisogna essere pronti ai cambiamenti per cui potrebbe essere preclusa la seconda Messa domenicale; in questa prospettiva sosteniamo in modo significativo che l’orario della Messa unica sia alle ore 11 come già avviene con l’attuale orario estivo e nelle ricorrenze particolari. E’ una condizione non solo ideale ma anche concreta perché va incontro alle esigenze delle persone solite a frequentare le Messe delle 10 e delle 11,30. Anche la presenza qualificata del coro ne trarrebbe beneficio.

MESSE FERIALI In considerazione di una sola Messa indicata nel prospetto alle 18.30 del venerdì, chiediamo di analizzare la possibilità di programmare almeno un’altra Messa feriale al mattino.

Chiara Baratella: rispetto ai criteri, in che senso dobbiamo guardare al futuro e non all’immediato? A livello pastorale, è giustissimo guardare avanti e lavorare pensando al 2030 e oltre, mentre rispetto agli orari delle messe, mi sembra più sensato basarci sui preti che abbiamo adesso, anche a fronte di tutte le limitazioni del momento.

Se poi diminuiranno i preti, diminuiremo le messe (magari a quel punto avremo risolto la situazione Covid e potremo avere meno messe con più persone partecipanti).

Basandomi sul week end, io sono andata spesso alle 8.30 la domenica a San Martino. Togliendo la Messa delle 11.30, sarebbe utile tenere quella delle 8.30 in San Riccardo, così la chiesa è già riscaldata anche per la Messa delle 10, ma poi ne celebrerei in settimana una a San Martino. Avere poche Messe infrasettimanali a San Bovio e Robbiano è perché non c’è frequentazione?

Don Zaccaria: toccare gli orari delle Messe è sempre molto fastidioso perché la gente è abituata da anni a certi orari, se continuiamo a cambiare secondo me mandiamo in confusione la gente. Potrebbe essere una buona idea la Messa delle 8.30 a San Riccardo, anche se in futuro san Martino sarà più “chiesa santuario” che una chiesa dove si celebra perché – ad esempio – accendere il riscaldamento lì non si riesce (è vecchissimo l’impianto) e nei giorni feriali ci sono sempre e comunque 8 persone; inoltre abbiamo due chiese nel giro di poche centinaia di metri! A San Bovio e Robbiano purtroppo si può dire che non c’è gente nei giorni feriali.

Elisabetta pupillo: sapendo che ci saremmo confrontati su questo argomento, e per meglio essere espressione del pensiero della Comunità, in questi giorni mi sono confrontata con alcune persone (certo, un gruppo limitato) per sapere quali possano essere degli accorgimenti di cui tenere conto, e il mio intervento

  • espressione di questi confronti. Ho riletto i verbali del consiglio pastorale dell’anno scorso, durante i quali sono state analizzate in modo analitico tutte le celebrazioni svolte tra Zelo, Bettola, Robbiano, San Bovio. E’ emerso che in tutte le parrocchie la Messa feriale è frequentata da pochissime persone, sia al mattino che al pomeriggio. Sulla base di questa valutazione, propongo di tenere in considerazione l’ipotesi n 3 come nuovo planning, ma con qualche modifica/accorgimento:

MESSE FERIALI: celebrare 1 sola Messa al giorno in una parrocchia. Se si celebra la Messa del pomeriggio,

non ci sarà quella del mattino in quella stessa chiesa quel giorno (es: lunedì pomeriggio si celebra la Messa solo a Bettola à non ci sarà anche la Messa del mattino a Bettola; martedì pomeriggio si celebra solo a Zeloà quel giorno non ci sarà a Zelo la Messa del mattino, …). Propongo inoltre, se fattibile, di celebrare almeno una volta al mese una Messa in lingua straniera (inglese?) per i seguenti motivi: quando andiamo all’estero

(per lavoro o per piacere) facciamo un po’ di fatica a seguire la funzione in modo armonico perché siamo molto concentrati a comprendere ciò che si sta dicendo per capire “in che momento della Messa siamo”, ma così la si vive poco come preghiera vera e propria. Se ci fosse l’opportunità di abituarci, anche imparando le preghiere, ritornelli a memoria, la si vivrebbe meglio. Siamo inoltre in un contesto ove vi sono molti stranieri. Non so quanti di loro siano cattolici, ma se proponessimo una Messa in inglese ogni tanto, di sicuro sarebbe ben accolta anche dalle comunità limitrofe. Chiedo di valutare questa opportunità. La Messa delle 20.45 del mercoledì era frequentata da 4-6 persone fisse. Consapevole che abbia poco senso, propongo di

“trasformarla” in un momento di preghiera diverso, magari una adorazione 1 volta al mese, o la scuola della

Parola, o comunque un momento strutturato di preghiera.

SABATO: ci sono 4 Messe tutte alla stessa ora. Si può pensare di differenziarle e metterne ad esempio 2 alle

18 e 2 alle 18.30? Per diversificare e per avere anche un’opzione “più tardi”, ma non troppo.

DOMENICA: prediligo la proposta n 3 e accolgo l’osservazione di Chiara sulla Messa delle 8.30 attualmente a San Martino, da spostare a San Riccardo. Una delle Messe della domenica sera propongo di spostarla verso le 20.00 perché molte persone che lavorano sia il sabato che la domenica sono in difficoltà e non vi sono Messe in zona sul tardi (la più vicina è alle 20 all’ospedale di Vizzolo).

Infine, poiché abbiamo una comunità molto vispa, e poiché abbiamo tante persone che stanno dimostrando una sensibilità particolare alle celebrazioni, propongo di instituire un gruppo di persone che possano essere formate dalla diaconia (o da ente predisposto) alla celebrazione della liturgia della Parola in alternativa alla celebrazione della Messa. Nel futuro ce ne sarà bisogno in modo accentuato, ma, da quanto sento, già ora potrebbe essere un esercizio che merita essere fatto.

Renato Martini: a Robbiano l’unico cambiamento è lo spostamento di orario di 1 ora, ma teniamo conto che i ragazzi vanno a Messa dopo il catechismo e se si sposta la Messa andrà spostato anche il catechismo.

Cremonesi Mauro: all’inizio guardando gli orari li ho guardati secondo le mie esigenze personali. Poi mi sono

dato altri criteri: serve un sacerdote, possiamo concedere ad un sacerdote di ammalarsi? Allora ho escluso quella che ne prevede 4 per forza. Eliminerei per la Domenica una Messa che ci permetta di ruotare su 3 sacerdoti. L’ipotesi 1 è la migliore, permettendo di far spostare il meno possibile il sacerdote tra una Messa e l’altra. Forse la 1 quindi è l’ipotesi migliore. Facciamo partecipare più persone dopo che abbiamo scelto gli orari, non vice-versa.

Antonio Conficconi: a Bettola è stata già apportata la modifica delle disposizioni. Le flessibilità ora ci sono su tutte le chiese e ciò permette di ampliare il numero dei fedeli presenti.

Rita Infantino: a Mezzate il primo impatto è stato quello di guardare più alle nostre Messe perché dobbiamo abituarci a guardare l’insieme. Abbiamo poi ragionato sui numeri in questo periodo in cui dobbiamo garantire il distanziamento secondo le normative Covid. Sono circa 1300 posti su tutte le Messe su 22.000 abitanti. Sulle Messe di Mezzate, ci sono 300 persone. Eliminare delle Messe ci creerebbe problemi. Ad oggi non sappiamo quanto e per quanto dovremo stare distanti. Togliere tante Messe non consentirebbe a tanti di partecipare, oltre al fatto che a Mezzate ora abbiamo il tendone in oratorio che contiene 132 persone, le chiese 36. Se dovessimo togliere il tendone, il numero si riduce di molto. Quindi, a quante persone diamo la possibilità di partecipare alla Messa?

Mariangela Mosconi: l’emergenza di una malattia non è la regola. Con un sacerdote solo, quando si ammalava si è sempre chiesto l’aiuto ai frati o ad altri sacerdoti. Non pensiamo a 3 preti ma a 4, per evitare che ci siano troppe persone che non possano partecipare. Consideriamo anche che c’è una grossa difficoltà negli spostamenti.

Gianfilippo Macchi: la Messa dei neocatecumenali com’è vissuta?

Sergio Grossi: 36 presenti, Messa aperta a tutti, si fa condivisione dell’esperienza personale. La Messa dura di più di quella classica.

Don Tommaso: per partecipare alla celebrazione neocatecumenale ci vuole un tipo di cammino e di relazione con gli altri perché c’è una struttura ben precisa che non è quella come la Messa classica. Le persone mettono la propria esperienza e relazione con Dio in condivisione con gli altri, e per farlo serve un tipo di cammino che non faccia cadere nel giudizio. C’è un clima di fraternità, ci si conosce davvero. Quando nasce come cammino, il punto di arrivo è lo stile celebrativo di confraternita. Non è una setta, ma un cammino di fede che porta alla riscoperta del Battesimo, con passaggi che invitano in modo non indifferente a mettersi in gioco.

Antonio Conficconi: anche io vado ogni tanto all’estero, per prendere una celebrazione puoi farti dei km e raggiungere il posto dove la dicono in italiano. Nel mio piccolo paese in Toscana per 100 km2 c’è un prete solo. Bisogna pensare che questo è un percorso. Pensiamo che questa è la realtà che ci sta davanti, con la diminuzione dei costi e dei sacerdoti. Dobbiamo imparare a convivere con questa situazione se si vuole partecipare all’Eucarestia.

Giorgio Toffanello: Messa delle 8.30 concordo di spostarla a San Riccardo, sia visto il periodo, che per il numero di persone che la frequentano.

Laura Rapetti: la Messa di Bellingera del mattino è molto partecipata? Perché è contemplata solo nell’ipotesi

  • Secondo me se è partecipata sarebbe utile mantenerla, perché le due chiese sono in parti opposte della frazione.

Katia Barraco: la Messa young dei bambini?

Don Claudio: La Messa young dipende dai miei impegni, e quindi non è una Messa stabile per come è concepita ora. E’ più un’esperienza di preghiera per i bambini che si affacciano al catechismo, per insegnargli anche banalmente a fare il segno della croce, o se hanno attività sportiva, difficoltà gestionale famigliare… è

una Messa in cui i bambini possono imparare a suonare, leggere… in un clima disteso, ove non devi sentirti uno spettatore perchè è già tutto pronto.

Chiara Pupillo: sono venuta qua pensando che l’ipotesi 1 fosse la più gestibile, sentendo le valutazioni di tutti oggi penso che l’ipotesi 2 sia quella fattibile. Più o meno lo schema è simile, ma l’osservazione di Renato mi

  • rimasta forte: se i bambini fanno catechismo prima della Messa, poi non possono aspettare 1 ora per partecipare alla Messa. L’unica cosa che non riesco ad inquadrare è la possibilità di togliere 1 Messa del sabato sera: quale togliere? Zelo è una Messa partecipata anche ora, di Mezzate non lo so e non mi pronuncio. Rimane questa criticità.

Stefano Dossi: a me piace l’ipotesi 3, ma sono tutte molto simili e non so se sia possibile modificare tutto per accogliere tutte le necessità. Penso che serva comunque pensare a 3 sacerdoti e non 4. Non so se ci sia la possibilità di spostare gli orari del sabato. Sarà complesso, ma potrebbe essere preso in considerazione se si può.

Sergio Grossi: secondo me bisogna dare la possibilità di andare a Messa a tutti. Possiamo chiedere anche un supporto esterno?

Antonio Conficconi: secondo questa necessità, incrementiamo le Messe dove si può accogliere più persone, non dove se ne possono accogliere 36.

Mariangela Mosconi: gli anziani non possono spostarsi così agilmente nelle altre frazioni.

Elisabetta: faccio una provocazione: le persone spesso partecipano a più di una Messa, e lo dico in senso di stima. Però bisogna pensare a tutta la Comunità, non a chi vuole andare a numerose Messe. Teniamo presente che non siamo noi a decidere gli orari, ma il nostro Arcivescovo, il quale non lo possiamo scomodare ogni 2 per 3 per cambiare continuamente gli orari. Dobbiamo guardare al futuro perché i sacerdoti diminuiscono anche nelle parrocchie e nel decanato attorno a noi, non solo a Peschiera.

Don Zaccaria: non dobbiamo puntare ad altri sacerdoti o frati… dobbiamo imparare a stare in piedi con le nostre gambe, anche perchè poi i frati vanno anche retribuiti giustamente…. Poi è fastidioso e crea ansia dover chiedere continuamente a terzi… Credo che sia stata una serata proficua perché abbiamo molti elementi per riflettere ulteriormente ora e vi ringrazio.

5.    Varie ed eventuali

Don Claudio: Cresime e Comunioni saranno fuori dagli orari canonici delle Messe, tranne quella di Mezzate e Robbiano 18.30. Questa scelta nasce da necessità di far partecipare il nucleo famigliare, oltre alle sole persone coinvolte nel servizio (coro e chierichetti). Non sono per i fedeli, ci saranno i

posti assegnati sulle panche.

Si approva il verbale della riunione precedente.

Elisabetta informa che Domenica 20 Settembre ci sarà una biciclettata organizzata dalla consulta del volontariato, al fine di ringraziare tutti coloro che, durante il lock down, ma non solo, ci hanno permesso di vivere in sicurezza, di aiutare chi è in difficoltà… del 20 settembre 2020

Alle ore 23.20 si chiude la riunione