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Oggi 31 luglio Sant’Ignazio di Loyola

Alla sua sequela

Compagni di Gesù, ovvero suoi amici. Alla base di tutto non un’idea o un concetto. Neppure un ideale. Bensì un’intima relazione con Lui, dove scopri giorno per giorno che di Lui ti puoi fidare e che Lui si fida di te, perché ti conosce per quello che sei. Da questo “sentire” interiore nasce la nostra vocazione a essere compagni di Gesù.

Gli esercizi spirituali sono il nostro modo di incontrare il risorto >

Dove Lui ci porta

Amici del Signore, amici dei poveri. Il Cristo che porta la Croce ci mette in contatto con ogni genere di sete che affligge l’umanità. E ci fa riconoscere che quel bisogno sta anche dentro di noi. La povertà, in ogni sua declinazione, genera violenza contro la dignità umana. Ignazio e i primi compagni sentirono l’urgenza di raggiungere gli ultimi e gli esclusi alle frontiere come pure al centro della società. Ancora oggi cerchiamo di guardare il mondo dalla prospettiva dei poveri e degli emarginati, imparando da loro e agendo per loro e con loro.

Liberi come il vento

La relazione con il Signore ci rende liberi. Liberi di uscire da noi stessi e andare incontro agli altri. Liberi di giocarci fino in fondo, senza risparmiarci. Liberi anche di sbagliare. Perché l’amore rimane e persevera. Questa è l’esperienza che noi viviamo con Lui, continuamente avvolti dal suo perdono, anche quando gli voltiamo le spalle. Questo è il modo in cui cerchiamo di porci di fronte alle persone. Liberi, non di fare ciò che vogliamo, liberi di amare. Sì, come Lui ci ama.

Leggi la storia di Ignazio per scoprire come lui è diventato un uomo libero >