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Ad Assisi la Solennità del Perdono

Un Perdono che riconcilia con la parte più profonda di ogni uomo. Nella Porziuncola, spiegano i frati francescani, si vive ogni giorno questa esperienza intensa che trasforma la vita. E oggi, nel santuario dove il fraticello di Assisi chiese al Signore il Paradiso per tutti, così come nelle altre chiese francescane, si può chiedere l’indulgenza plenaria per riconciliarsi nel cuore e nello Spirito.

Francesco in quella notte che a me piace chiamare “luminosa” – una notte di cielo – al Signore Gesù che gli era apparso in visione proprio in Porziuncola, rivolge queste parole, una richiesta audace: “Io ti chiedo, Signore Gesù, che qualunque uomo o donna giungerà qui in Porziuncola, pentito delle proprie colpe, possa fare esperienza sovrabbondante della misericordia, del perdono”. Queste sono le parole con le quali Francesco d’Assisi attrae ancora qui, oggi, ogni giorno, ogni anno, milioni di pellegrini. Queste parole di Francesco racchiudono un’urgenza: l’urgenza del perdono, l’urgenza della misericordia. Forse oggi sembra poco attuale parlare di perdono; forse oggi può sembrare più attuale parlare di fermezza, di sicurezza, di confini, perché forse oggi la misericordia e il perdono ci sembrano un amore poco affidabile. Invece Francesco ci suggerisce che la misericordia è l’emergenza che alberga nel cuore di ogni uomo. Credo che la festa del perdono nasca a partire da questa emergenza. Questa richiesta così forte e audace al Signore di Francesco d’Assisi, la compie dopo aver fatto un bagno di spine. Francesco vive due anni di crisi dolorose: le spine del dubbio, le spine della tentazione … Francesco dentro quelle spine vi si getta e vede che quelle spine, bagnate dal suo sacrificio, dal suo sangue, diventano rose. Ed è questo il miracolo che quotidianamente qui si realizza.

Vatican News