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Non temere

La paura ha così tanti anni. Adamo, il primo uomo, aveva paura. Quasi quattromila anni fa, per la prima volta è risuonata quell’esortazione di Dio che ci accompagna ancora oggi:
“Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo”.

Il grande Mosè ha avuto tante volte paura. E nella sua debolezza incoraggiava il popolo a non temere. Maria e Giuseppe erano angosciati per lo smarrimento del figlio. Anche loro hanno sentito quell’invito: “Non temere”.

Anche Gesù ha provato paura e angoscia, fino a sudare sangue: “La mia anima – ha detto nel Getsemani – è triste fino alla morte”. Un angelo è sceso dal cielo per confortarlo.

Sulla Croce ha provato l’abbandono di Dio. È il grido che ritroviamo nei Salmi: “Perché, Signore, stai lontano, nel tempo dell’angoscia ti nascondi?” (Sal 9). È un sentimento così umano di fronte al mistero del male.

In questo tempo, nelle nostre piazze vuote si sente forte un pianto che sale al cielo.
Anche Gesù ha pianto. Ha pianto per la morte di un amico. Ha pianto su una città che non ha riconosciuto colui che la amava fino a dare la vita.
Eppure, nelle nostre tempeste, ancora oggi ci dice: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Ci incoraggia a dire: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?” (Sal 27); “Nell’ora della paura, io in te confido” (Sal 56)

Vatican News