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Le Parole del parroco – 22 marzo

Cari amici e care amiche,
vorrei comunicarvi alcune piccole iniziative che, insieme a tante altre che già sono in giro di varia natura e utilità, abbiamo messo in atto nella nostra Comunità.
Iniziative che sicuramente hanno lo scopo di aiutarci a sentirci uniti, dovendo stare ognuno a casa propria, ma soprattutto ci vogliono aiutare a sentire che il Signore è sempre unito a noi, alle nostre famiglie, a chi ha subito la perdita di cari, a tutti coloro che sono in apprensione per parenti che si trovano negli ospedali o nelle case di cura e non possono andare a trovarli, a tutti coloro – rischiando più di altri la loro salute – soccorrono e accudiscono i malati negli ospedali e nelle case di riposo.
La prima iniziativa è il suono della campane che continua, in modo particolare a mezzogiorno. Mi piacerebbe che chi può riuscisse a fermarsi in preghiera o con una Ave Maria, o con la recita dell’Angelus come già molti fanno: io mi raccoglierò in chiesa per recitare l’ora media per tutti voi, popolo che mi è stato affidato. Ricordate che il suono di quelle campane che vi raggiunge vorrei che fosse idealmente la mia stretta di mano, quella che mi manca, quella che vi offro quando entrate in chiesa per la Pasqua domenicale.
La seconda iniziativa è che le nostre chiese rimangono aperte per – come si chiamava una volta – “una visita”, che dovrà essere certamente fugace e di ritorno dalla spesa o dalla farmacia o dal panettiere. Una sosta davanti al Tabernacolo, al Crocifisso, alla Madonna, ma soprattutto un momento per leggere la Parola di Dio del giorno “lampada dei nostri passi, luce sul nostro cammino”. Nel prossimo editoriale mi soffermerò di più su questo tema del pregare in chiesa e del pregare a casa.
Infine, la terza iniziativa, e su questa mi dilungo un pochino invece, è la Messa in streaming, da lunedì a giovedì alle ore 18.30 (il link lo trovate sul sito della nostra Comunità pastorale). Intanto colgo l’occasione di ringraziare tutti coloro che curano il sito e lo aggiornano con passione e convinzione. Tutti intuiamo che la “Messa alla televisione” è un ripiego: l’Arcivescovo l’ha paragonata al guardare un fuoco scoppiettante … in foto! Sappiamo però che l’era digitale è una realtà, un fatto, un segno del nostro tempo… Lì, nei media, tutto può essere messo a confronto, tutto è possibile diversamente e il suo contrario, ci puoi trovare tutto e niente, tutto è discutibile. Lì la nostra società si presenta senza un centro e senza una direzione e contemporaneamente con mille centri e mille direzioni. Il “like” è diventato una sorta di legame tra noi, i “followers” ne rappresentano l’intensità e la loro autorevolezza dipende dalla capacità dell’”influencer”. L’individuo – ciascuno di noi! – è una sorta di spettatore e le persone nei social si comportano spesso come se fossero guardate, perché sono costantemente connesse. Pregare e celebrare in questa era digitale, allora, seguire la Messa in streaming, presenta una lacuna: la presenza fisica. La liturgia, infatti, di sua natura è un atto che richiede partecipazione attiva che non si riduce a orecchi e occhi. Il Dio fatto carne tocca il credente nella sua propria carne! Non c’è sacramento che prescinde da materia e corporeità! La rivelazione consiste esattamente nella inaugurazione di una possibilità relazionale reale con Dio stesso! E allora noi, vigilando, cerchiamo di usare intelligentemente i media in attesa di restituire alla Messa il suo orizzonte autentico e intrigante.
Il vostro parroco, don Zaccaria