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Le Parole del parroco – 16 febbraio

Cari amici e care amiche,
sarà un grande segno del nostro cammino comunitario di chiese sorelle la Veglia pasquale dell’11 aprile che celebreremo tutti insieme! E’ stato già anche prenotato un pullman che da San Bovio possa favorire la partecipazione alla “madre” di tutte le Messe! E’ un segno bello perché esprime in maniera inequivocabile che stiamo imparando a vedere ciò che ci unisce: la fede in Gesù! E’ Lui infatti, con il suo Spirito di Risorto, che ci aiuta a convertire le nostre logiche di relazione legate solo al passato e a fare breccia sul futuro; è Lui l’unico che non ci abbandona alla tentazione più tremenda, quella che San Francesco aveva individuato nei suoi fratelli che si dividevano prendendo come bandiera… la stessa povertà! Il demonio, infatti, nemico della comunione, ci fa litigare tra noi nel difendere le cose sante, ma con spirito cattivo, con astio, con rabbia.
Abbiamo, dunque, bisogno di essere guariti nel profondo per camminare davvero insieme e non, invece, come se nulla stesse capitando nelle parrocchie di Peschiera, continuando comunque a fare le cose che si sono sempre fatte, senza mai farsi nessuna domanda, senza mai mettersi in discussione. Guardiamo, a mo’ di esempi, alla guarigione di alcuni personaggi famosi… Paolo, poi santo, ricevette guarigione proprio nella sua durezza di giudizi modellati sulla Legge, una durezza che lo spingeva addirittura ad essere un persecutore.
Pietro, poi santo, ricevette guarigione proprio nella sua presunzione di essere uomo assennato e di buon senso: concluderà la sua vita in umiltà, sulla croce, ma a testa in giù, come a dire “la mia testa non ha mai imparato, però almeno alla fine la metto in basso, all’altezza dei piedi che il Maestro mi ha lavato”. Giovanni, poi santo, fu guarito proprio nella sua superbia di voler riparare al male con il fuoco e alla fine scriverà “figlioli miei” (1 Gv 3,1ss), lui che era stato “figlio del tuono” (Mc 3,17)! Ignazio, poi santo, venne guarito proprio nella sua vanità, trasformato in un ricercatore appassionato della maggior gloria di Dio. Vedete? Non c’è nessuno che può disperare nel nostro cammino insieme: ciascuno per la sua parte può essere rinnovato nel cuore, può essere ri-creato, può diventare un “otre nuovo” (Lc 5,38)! E allora proprio così quella notte pregheremo:
“ O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti”
(Veglia Pasquale, orazione dopo la Prima Lettura)!
Il vostro parroco,
don Zaccaria