I commenti sono off per questo post

Lasciandosi illuminare dal Signore Risorto. Omelia della Domenica di Pasqua – Bettola

Mi colpisce il pianto di Maria, sottolineato 4 volte. Non è solo il suo pianto: è la domanda più struggente che ognuno di noi ha dentro. Maria che sosta davanti al sepolcro e piange rappresenta ciò che segretamente c’è nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, il sapere tabù per eccellenza: ad un certo punto tutti finiamo sconfitti. E tutto ciò che facciamo nella vita è per evitare di arrivare lì, perché temiamo di arrivare lì. Quel pianto racchiude tutto ciò che noi temiamo, ciò che non vorremmo essere, né noi né quelli che amiamo. Che senso ha vivere se è solo per avere l’incontro con la morte? Che significato ha la mia vita se qualcuno mi avesse creato o generato (per chi non crede) per finire? Meglio non nascere… Queste paure se le si ascoltano ci mandano fuori di testa, altri cercano di anestetizzarle in varie maniere, altri ancora si stordiscono, ma sempre per non pensarci…
A questa domanda c’è una risposta, quella di Dio attraverso Gesù, una risposta d’amore: si chiama resurrezione.
E’ il tempo nel quale, ed è questo, Cristo non è più disponibile a pochi, ma contemporaneamente a ciascuno.
Gesù Risorto è capace di porsi accanto al cammino di ciascuno e far diventare la parabola naturale della vita umana un incontro con Lui, fin da ora e nell’ora della nostra morte e oltre… Anche se non ci credi! Anche chi non crede, anche chi è lontano, ad un punto qualsiasi della sua parabola di vita può incontrare Gesù, la sua risposta, perché Gesù si trova già lì, precede, anticipa, ha già fatto tutto. Come con Maria. Lui è già lì. La condizione è che tu lo cerchi! “Chi cerchi”?
Dapprima sembra uno scherzo, non ci crede subito, non si può credere l’incredibile immediatamente. Poi si confonde con il giardiniere, a fatica si afferra il prodigio… Bisogna voltarsi, guardare non verso il sepolcro, non bisogna cercare tra i morti: il prodigio che Dio offre è già dato, ti coglie di sorpresa, non devi fare nulla, solo desiderare, cercare per amore. E d’amore Gesù risponde: Maria si sente chiamare per nome: chiamare per nome una persona è farla esistere, renderla importante agli occhi e al cuore, significa essere voluti bene.
Maria e ciascuno incominciano a capire che il cammino della vita è un incontro decisivo adesso, con il Risorto!
Il cammino della vita va verso un incontro, come la sposa allo sposo.
Un incontro che per la fede comincia qui, un incontro che porge un fine, non la fine!
Un incontro GRAZIE AL QUALE si può ritrovare sempre di fronte alla parola fine o finito un motivo per amare, un motivo per ri-sorgere…