I commenti sono off per questo post

Gmg 2019

“Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”. Il Campo Santa Maria La Antigua risplende dei mille colori della gioventù del mondo, resi più vivi dalla luce all’imbrunire, e migliaia di voci squillanti cantano l’inno della Gmg 2019, “Hàgase en mì, segùn tu palabra”, “Per me si compia la tua parola”.
Papa Francesco “ha dato l’opportunità a moltissimi giovani centroamericani, specialmente a quanti sono stati segnati dall’esclusione e dalla povertà, di poter vivere l’esperienza di un incontro con altri giovani”, nel quale condividere “sogni, progetti e sfide”. Così scopriranno “che sono i principali protagonisti nel rinnovamento della Chiesa e della società”.
“Vogliamo ritrovare e risvegliare insieme a voi la continua novità e giovinezza della Chiesa aprendoci a una nuova Pentecoste”. Ma questo è possibile solo se, spiega il Papa, “sappiamo camminare ascoltandoci e ascoltare completandoci a vicenda, se sappiamo testimoniare annunciando il Signore nel servizio ai nostri fratelli”, un servizio concreto, non “di figurine”.
“Abbiamo tante differenze, parliamo lingue differenti. Tutti ci vestiamo in modo diverso – dice Papa Francesco ai giovani – ma per favore cerchiamo di avere un sogno in comune”. Il sogno è quello “per il quale Gesù ha dato la vita sulla croce”. Un sogno “chiamato Gesù, seminato dal Padre con la fiducia che crescerà e vivrà in ogni cuore”. Un sogno “che scorre nelle nostre vene, fa trasalire il cuore e lo fa sussultare ogni volta che ascoltiamo” le parole di Gesù ai discepoli, nel suo “testamento”: “Amatevi gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri”.

Voi, cari amici, avete fatto tanti sacrifici per potervi incontrare e così diventate veri maestri e artigiani della cultura dell’incontro. Con i vostri gesti e i vostri atteggiamenti, coi vostri sguardi, desideri e soprattutto la vostra sensibilità, voi smentite e screditate tutti quei discorsi che si concentrano e si impegnano nel creare divisione, nell’escludere ed espellere quelli che “non sono come noi.”

Quando torneremo a casa, manteniamo vivo “quel sogno che ci fa fratelli”: dovunque ci troveremo, “potremo sempre guardare in alto e dire ‘Signore, insegnami ad amare come tu ci hai amato”.

Vatican News