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“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

L’8 e 9 Dicembre la nostra Parrocchia ha ospitato l’Associazione Guarda con il Cuore negli spazi della Chiesa Sorella di Bettola: è stato un week-end ricco di emozioni, di incontri e di sorrisi.

Guarda con il Cuore è un’associazione nata per supportare un’iniziativa molto bella e particolare a favore delle famiglie dei bambini con Sindrome di Down. In particolare, si occupa dell’organizzazione e della gestione delle cosiddette “Settimane Estive”, soggiorni organizzati in collaborazione con una equipe multidisciplinare che accoglie i bambini con Sindrome di Down e le loro famiglie in un contesto sereno, allegro e di grande arricchimento. Nel corso della settimana, non vengono trattati esclusivamente temi connessi allo sviluppo psico-fisico dei bimbi e/o riabilitativi: ognuno ha la sua storia, ognuno ha il suo vissuto. Eppure le storie si intrecciano, si toccano corde profonde, si smuovono emozioni e pensieri sopiti, ci si aiuta e sì, a volte si “guarisce”.

Nel 2018, la settimana Estiva si è svolta a Cavallino Treporti ed io e la mia famiglia vi abbiamo preso parte. Nell’arco di pochi giorni, siamo stati letteralmente catapultati, davvero inaspettatamente, in un’esperienza che definirei entusiasmante e che, per un verso o per un altro, ha permesso a ciascun di noi di guardare con occhi nuovi a questo viaggio che la nostra piccola Ilaria ci ha fatto intraprendere. Tornati a casa carichi di serenità e positività, abbiamo colto volentieri l’opportunità di organizzare un piccolo evento con l’Associazione Guarda con il Cuore nella nostra Parrocchia, ben felici di sostenere le attività dell’associazione, in cui crediamo fermamente, ma anche di poter far conoscere questa realtà alle persone che fanno parte della nostra famiglia, della nostra quotidianità e della nostra comunità.

Sostenuti da Don Zaccaria e supportati (ma il termine supportati è riduttivo) da una rappresentanza ben nutrita del Gruppo Famiglie della Comunità Pastorale, io e mio marito ci siamo dunque imbarcati nell’organizzazione dell’evento “Guarda con il Cuore”, che si è svolto dal pomeriggio di Sabato 8, con il cosiddetto “Gruppo Genitori” ed è continuato la Domenica 9, con un incontro del Gruppo Famiglie allargato ai membri e agli ospiti dell’Associazione, per concludersi poi con il Pranzo Comunitario.

Nel pomeriggio del Sabato, Daniela Tomasella, che io amo chiamare “il cuore pulsante” dell’Associazione, di cui peraltro è fondatrice, ha tenuto un incontro con i genitori sul tema del gioco e dell’ascolto. Un’esperienza che, se da un lato ha scontato un po’ l’effetto “ponte” in termini di presenze, dall’altro ha regalato ai partecipanti spunti di riflessione e prospettive molto interessanti in tema di ascolto delle proprie emozioni, di sé e degli altri: è solo quando mi metto davvero in ascolto che riesco a sentire ciò che gli altri hanno da dirmi…e da darmi.

La Domenica mattina ha visto invece il salone e gli altri spazi dell’Oratorio riempirsi di circa un centinaio di persone, tra adulti e bambini, per la seconda parte dell’evento, incentrato sulla testimonianza di Cristina Acquistapace, donna con Sindrome di Down e suora consacrata all’Ordine Laico delle Vergini. Nel frattempo i bambini sono stati affidati alle cure e alle attenzioni dei ragazzi del Gruppo Animatori, reclutati ad hoc per l’occasione da Don Simone, e dei volontari della Croce Rossa di Busto Arsizio, che ormai da tempo supportano l’Associazione nella gestione dei bambini durante le Settimane Estive. Lasciati dunque i bimbi in buone mani, i genitori hanno avuto la possibilità di  assistere alla testimonianza di Cristina Acquistapace, che è stata molto toccante e significativa. Una voce dolce e delicata ci ha raccontato una bellissima storia, la storia di una donna nata 46 anni fa a cui alla nascita è stata diagnosticata la Sindrome di Down e che l’ha portata, dopo aver elaborato e condiviso non senza difficoltà la sua Vocazione sia con la famiglia che con il mondo esterno, a prendere i Voti e a consacrarsi all’Ordo Virgum. Volutamente non entro nel particolare, da un lato per non togliervi il piacere di scoprirla in prima persona, curiosando in rete o magari chissà, un domani di nuovo qua in Parrocchia. Dall’atro perché difficilmente le parole potrebbero rendere l’idea di quanto questa donna ci abbia trasmesso, della sua dolcezza, della sua tenacia, della sua fermezza, della tenerezza e della spontaneità con cui si è donata noi. Il tutto intervallato dagli interventi di mamma Marilena, che con grande trasparenza e naturalezza ci ha raccontato, strappandoci anche qualche risata, la sua, di prospettiva, in questi 46 anni da mamma di una persona speciale sotto ogni aspetto. Una testimonianza di grande valore, umano e sociale, che ha toccato tutti i presenti, che hanno ringraziato Cristina, hanno posto domande, proposto spunti di riflessione e, inutile negarlo, versato qualche lacrimuccia, ma di quelle che fanno bene al cuore.

La giornata è continuata all’insegna del pranzo Comunitario, interamente organizzato e gestito dal Gruppo Famiglie, capitanato fin dalle prime luci della mattina da Monica, Lina e Chiara: il risultato è stato soddisfacente? No, stato perfetto. Ovviamente era tutto buonissimo…ma qua le tre donne si muovevano in casa, essendo abituate a soddisfare le esigenze di utenti ben più esigenti – i 100 e passa bimbi della scuola dell’Infanzia Parrocchiale… Ma più che il palato, era il cuore ad essere soddisfatto… è stato molto significativo per me e mio marito avere accanto in questa giornata le persone con cui stiamo condividendo un percorso in Parrocchia, vederle sinceramente partecipi, interessate, solidali, disponibili. E’ stata una giornata di condivisione a 360 gradi, un’esperienza unica, non dico irripetibile perché non nego che mi piacerebbe ripeterla!

Cosa rimane di questi due giorni? Molto, moltissimo. Tante emozioni, tanti propositi, alcune nuove prospettive… e certamente la consapevolezza di quanto siamo fortunati a vivere in una Comunità dove tutto questo è possibile.

Chiara e Luca