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Padre ci benedica

«Padre, mi benedica!». Ancora oggi non è raro sentirsi chiedere da un fedele una benedizione o richiederla per il proprio bambino o per un oggetto di devozione. Cosa significa benedire? Già dal verbo latino si può avere un’idea chiara: bene-dicere, dire bene di qualcuno o qualcosa, invocare il bene da Dio. É una lode di Dio per ottenere aiuto e protezione ed è anche una benedizione che sale dalla terra per benedire Lui che è l’Amore sommo: «Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode» (Salmo 66,8).

San Paolo, unisce le due benedizioni, ascendente e discendente, all’inizio della Lettera agli Efesini: «Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo» (1,3).

La benedizione non è un sacramento ma un sacramentale. Che differenza c’è? Ci viene in aiuto il Catechismo della Chiesa Cattolica il quale così recita: «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita» . Quindi, essi dispongono a ricevere la grazia, a differenza dei sacramenti che sono segni efficaci che comunicano concretamente la grazia che significano.

Tra le benedizioni troviamo quelle di persone, oggetti, luoghi, della mensa, della campagna, degli animali, dei mezzi moderni di lavoro ecc. Questo a significare come la Chiesa estenda l’amore di Dio e la Sua benevolenza sopra tutta la vita dell’uomo, abbraccia tutto e tutti.

In questo periodo natalizio, per il Rito ambrosiano vigente nella Diocesi di Milano, è tradizione benedire le famiglie e le case. Nel Rito romano, si benedice normalmente nel tempo pasquale o poco prima della Pasqua, in Quaresima.

Semplicemente, questo Bambino che nasce a Natale, il Verbo di Dio fatto Uomo, rifiutato a Betlemme e dal mondo attuale, deve trovare spazio nel nostro intimo, nelle nostre case, e la benedizione natalizia vuole ricordarci che se non apriamo la porta del nostro cuore non potremo essere veramente in comunione con Dio.

In questo periodo, i sacerdoti della nostra Comunità sono impegnati nella benedizione alle famiglie, quella visita speciale che ogni anno viene ripetuta per le case del nostro territorio e che porta con sé un messaggio di pace, di ascolto e vicinanza.

Ringraziamo i nostri preti che bussando alle case, ricordano i discepoli inviati da Gesù