I commenti sono off per questo post

“TALENTIAMOCI” insieme – Un piccolo momento per costruire una grande comunità

Sabato 13 ottobre la chiesa e l’oratorio di Bettola hanno risuonato di preghiere, canti, attività piene di allegria e di gioia: 145 cresimandi delle quattro chiese sorelle, con i loro genitori, padrini e madrine, hanno vissuto insieme un momento per prepararsi a ricevere il sacramento della Confermazione.
Le riflessioni di don Claudio hanno aperto la mattinata: un primo pensiero è stato di ringraziamento per tutti i doni e le opportunità offerte quotidianamente dal Signore a ognuno; a seguire la scoperta della gioia di don Claudio di sentirsi un “maggiordomo” di Dio, al servizio di Colui che tutti ama gratuitamente. Il messaggio si è concluso con la raccomandazione di ricordare sempre alcuni elementi importanti per la vita di fede: la preghiera per sé e per gli altri e la vita di comunità per condividere le proprie felicità e aiutarsi nelle difficoltà.
Mentre poi i genitori avevano la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, i ragazzi, nei vari gruppi organizzati, hanno svolto attività e riflessioni sulla “parabola dei talenti”, considerando come i talenti regalati a ognuno non possano rimanere chiusi e nascosti, ma debbano dare frutti di accoglienza, benevolenza, pazienza, amore e condivisione.
E’ stato poi presentato un video che proponeva la bellezza dello stare insieme nel cammino del dopo cresima con il gruppo dei “pre – ado” (pre-adolescenti) a cui tutti sono stati invitati dal prossimo mese di novembre, il venerdì dalle 18,00 alle 19,00.
Un canto ha poi riunito tutti i ragazzi e, attraverso la musica, hanno potuto comprendere come sia bello il ritrovarsi e far festa insieme .
Dopo un momento di gioco collettivo, organizzato e condotto da don Simone e dagli educatori (a cui va un ringraziamento particolare), la mattinata si è conclusa con un pranzo in comune, preparato dalle eccellenti cuoche dell’oratorio (anche a loro un grandissimo grazie).
L’esperienza di un ritiro ha sempre un fascino particolare; per tanti può essere stata una preziosa occasione per riscoprire alcune peculiarità che rendono la vita di fede più attiva e condivisa.
I talenti sono vari e diversi in ogni persona: chi è bravo a cucinare, chi ha la capacità dell’organizzare, del raccontare, del riflettere o dell’agire; in questa piccola esperienza si è veramente vissuto facendo “fruttificare” nel concreto di una comunità quelle doti che isolate e divise non portano a nessun raccolto.
Come ha ricordato una catechista: “Uniti con le nostre specificità”, così potremo davvero realizzare quel campo fecondo di evangelica memoria.