I commenti sono off per questo post

12 maggio 2018. Seguito del pellegrinaggio di Bologna

“…OTTO GIORNI DOPO…” E’ il tempo che ci vuole quando lo Spirito e’ stato nutrito a sazietà, perché,  secondo gli Antichi Padri, bisogna “ruminare le Parole”. Qualcuno ha detto in questi nostri tempi moderni (?): “UN GIORNO UN NUOVO DIO IN UN MONDO NUOVO, OPPURE IL VECCHIO DIO IN UN MONDO NUOVO”, ci prenderà di spalle! ”  E Padre Rupnik ci ha pensato lui. La Chiesa del Corpus Domini – quasi una Cattedrale – ci ha aperto la sua anima e ci ha fatto vedere i suoi colori in un maestoso mosaico absidale. Sulla sinistra gli sfiduciati di Emmaus, sulla sua destra la tempesta sempre incombente, ma nel mezzo un calice gigantesco sollevato da un Cristo Crocifisso in Gloria.  Sotto il mosaico un altare quadrato a rappresentare i quattro punti cardinali.    “Noi siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza materiale e non esseri materiali che fanno un’esperienza spirituale”. Questa frase letta sopra l’ingresso di una sinagoga fa sorgere la domanda: “Come mai gli Ebrei parlano così e fanno loro le parole di un teologo cristiano, non conoscendo la trasfigurazione che avviene sui nostri altari?”   Padre Rupnik risponde che per gli Ebrei il problema non si pone, perché e’ proprio nella loro storia che hanno fatto esperienza di Dio. Dai loro Padri hanno imparato e tramandato la trasfigurazione di Dio negli eventi, anche se poi sia loro che noi inciampiamo spesso e volentieri nella fatidica domanda: “MA DIO E’ CON NOI SI’ O NO?” (Es. 17.7). Padre Rupnik pone a noi la domanda e ne aggiunge un’altra: “Chi di voi sa cos’è l’ANAFORA nella Messa?”  Il silenzio avvolge l’assemblea, allora Padre Rupnik (accompagnando le sue parole con un gesto inequivocabile da scienziato della NASA) ci illumina dicendo: “E’ la preghiera che si fa sulle OFFERTE e che ci introduce sul trampolino di lancio per far passare la nostra povera, insicura e riluttante umanità, nello splendore della Gloria del CORPUS DOMINI. Cosa desiderare di più? Una cosa: che la Madonna del Cenacolo della Pentecoste ci stia davanti con la sua umiltà che tutti introduce nel Celeste Regno, perché la sua volontà  e’ sempre la volontà del  Padre Celeste che vuole TUTTI SALVI NELLA CONOSCENZA DELLA VERITÀ! Ha ragione Papa Francesco a intitolare il suo ultimo libro: DIO E’ GIOVANE! …  E il  (VECCHIO) DIO SEMPRE GIOVANE IN UN MONDO NUOVO… ci sorprende di spalle…
😂 GRAZIE PADRE RUPNIK! BUONA PENTECOSTE A TUTTI!
In  aggiunta a quanto sopra esposto
 l’ultima domanda posta a Padre Rupnik: DON ZACCARIA chiede al Padre Gesuita: “Che consiglio ci da per vivere bene l’UNITA’ PASTORALE?”
Padre Rupnik risponde senza esitazione, come fecero i primi cristiani: “SENZA EUCARISTIA NON POSSIAMO VIVERE! AL MASSIMO POTREMMO PER CINQUE O SEI GIORNI, POI TORNEREMMO ALL’INDIVIDUALISMO! Cioè  (aggiungo io) ALL’ETÀ DELLA PIETRA! GRAZIE DI CUORE
Giuliana Nascimben

Il giorno 12 maggio 2018 la nostra comunità pastorale San Carlo di Peschiera Borromeo, composta di 4 parrocchie, con il seguito dei nostri parroci della comunità abbiamo effettuato una gita pellegrinaggio alla periferia di Bologna alla Parrocchia del “Corpus Domini” per visionare e avere una spiegazione direttamente da Padre Marko Ivan Rupnik che ha eseguito questo meraviglioso mosaico. Siamo partiti con due pullman di circa 86 persone, dopo una breve pausa all’autogrill di Secchia Ovest a Modena si proseguiva per Bologna per dar vita all’evento con spiegazione e anche discussione diretta con padre Rupnik. Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti verso Parma dove abbiamo cenato in un bellissimo agriturismo con un parco fantastico e con tutte le persone che avevano voglia di scambiarsi opinioni, scherzi e gioiosamente abbiamo passato anche la serata che si è conclusa con il ritorno intorno alla mezzanotte.

Per prima cosa bisogna parlare della figura di Padre Marko Ivan Rupnik, nato in Slovenia a Zadlog nel 1954. Ordinato sacerdote nel 1985 e dal 1991 vive e lavora a Roma presso “Pontificio ISTITUTO ORIENTALE- Centro Aletti” di cui è direttore e dove dal 1995 dirige l’Atelier dell’arte spirituale. Ad oggi i luoghi sacri che hanno le sue opere sono più di 100, compresi i luoghi di modesta risonanza e luoghi di rilevanza mondiale per la fede cristiana. La sua prima opera musiva è nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano. Altre sue opere si trovano nel nuovo Santuario della SS.ma Trinità di Fatima, la Basilica del Rosario a Lourdes, la Chiesa inferiore e la rispettiva rampa d’accesso del Santuario San Pio di Pietralcina a San Giovanni Rotondo. Nel Centro Aletti lavorano e vivono diversi artisti e studiosi. Scopo del Centro Aletti è la ricerca di una fisionomia spirituale cristiana della cultura in Europa, creando occasioni privilegiate d’incontro e di scambio sul Cristianesimo dell’Est europeo. Nel Centro Aletti vivono gesuiti e religiose che con la vita e con la formazione teologica, spirituale e artistica animano il Centro. Ventidue artisti hanno contribuito alla realizzazione del Mosaico del “Corpus Domini” a Bologna che abbiamo visitato.

Per nostra fortuna abbiamo avuto Padre Marko Ivan Rupnik, il creatore del Mosaico della parrocchia che abbiamo visitato ed anche colui che ci ha fatto la presentazione e piccola discussione e dialogo subito dopo la presentazione. Quest’opera è stata possibile in questa parrocchia perché hanno avuto un’accoglienza unica, biblica dove questa comunità è impegnata nella carità aperta agli altri e pronta ad accogliere. Per noi Cristiani la bellezza è legata alla Santità di Dio e della sua Chiesa e non alla ricchezza. Il dono è espressione dell’amore.

Ha iniziato la spiegazione con le due tende evidente abisso che c’è tra il Creatore e la Creazione. Tra una tenda e l’altra esiste un piccolo velo che solo Dio quando si è fatto uomo ha aperto, lo ha squarciato ed ha fatto il ponte. La divisione che non ci fa passare dall’altra parte è il peccato e la morte.

Al centro del mosaico vediamo un grande calice dove viene rappresentato Gesù morto in croce e sopra la croce il soffio dello Spirito Santo e nella coppa del calice vediamo il passaggio dalla morte fino al cielo.

Alla sinistra vediamo il sacrificio di Isacco, figlio di Abramo e alla destra il sacrificio ,l’offerta di MELCHISEDEK.

Ancora sulla sinistra attorno al tabernacolo, ottagonale, i discepoli di EMMAUS che rappresentano il corpo di Cristo che è la Chiesa. Ancora sulla destra abbiamo la tempesta con l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci dove ogni uomo può salvarsi.

Si può concludere dicendo che la Chiesa è il cibo affinchè gli uomini possano scoprire con sorpresa, di essere amati da Dio.Spero di essere stata chiara nella spiegazione difficile da interpretare.

 

Con amicizia Paola Caldi.