Linee pastorali per il triennio 2018-2021

GLI ORIENTAMENTI, ovvero l’orizzonte

 

  1. LA “PENA“ PER CUI FARLO, OVVERO LA MISSIONE

E’ bello scoprire nella Comunità tante persone che servono con gioia! E così ogni cosa potrebbe “essere missione”, perché doni tempo, energie, perché la nostra vita è un dono e questo è contagioso e attraente. Quando invece si è “appesantiti”, personalmente e comunitariamente, quando si fa anche bene, ma come un peso, i rischi aumentano … Personalmente: ad esempio quando si ritiene di essere già discepoli di Gesù, sarà facile cercare una Chiesa formata di “soli puri” ma che non è quella che ci chiede il Vangelo. Comunitariamente: ad esempio la cecità di non accorgersi che alcune cose non funzionano più (incoscienza) oppure di non chiedere niente per non sentirsi dire che “ormai è ora” (coscienza) sono atteggiamenti da “acido corrosivo” della missione … Neppure “ci si muove” quando scadiamo in discorsi arrabbiati, denunce velenose, gesti clamorosi: non solo, ma così facendo “gli altri” certamente ci staranno alla larga … Si farà fatica “a sognare” qualcosa di nuovo …

 

  1. “COM’E’ UMANO LEI!” (Fantozzi), OVVERO L’UMANITA’ COME STILE

Non c’è dubbio che siamo in una società “disumanizzata”. Anche la nostra cristianità può risultare essere “disumana”, poco compassionevole, chiacchierona, arroccata, un po’ saputella su tutto e su tutti … Proviamo a rivedere la nostra posizione comunitaria per verificare se proprio grazie alla Comunità sta diventando più umana e accogliente con l’aiuto di Gesù e se stiamo crescendo CON gli altri (e non solo IN MEZZO agli altri) in bellezza, bontà e verità.

 

  1. “L’AMORE HA I SUOI COMANDAMENTI” (Morandi), OVVERO L’OVVIO

E’ certo che non si vuole mettere in dubbio l’ovvio, cioè l’amore con cui facciamo le cose, ma siccome l’amore ha dei comandamenti, cioè l’ovvio è declinato, si codifica in alcuni modi che possono contraddirlo, bensì lo devono manifestare, occorre vigilare. E’ su questo che dobbiamo aiutarci, imparando pian piano a chiedere se le cose belle e importanti vanno bene così, se quello che si è sempre fatto ha ancora senso qui e ora camminando ormai insieme come parrocchie della stessa Città; imparare a chiedere cosa ne pensa il parroco, la diaconia, il celebrante (se siamo a Messa), il responsabile (se siamo in un gruppo); imparare che, chiedendo, ci si può sentire rispondere diversamente da ciò che si aspetta … Ma questo, lo ripetiamo, non deve mettere in crisi l’amore che uno ci mette, ma soltanto il modo. Esso, magari, esprime già da tempo monotonia, stanchezza, potere di pochi, non aderenza ad un contesto trasformato … E siccome ogni cosa che si fa o si decide ha dietro un progetto e una regia … impariamo a interrogarci!!! Forse ci sono alcune zone comunitarie aride e asciutte che stentano a “farsi irrigare”: se non si ha il coraggio di un otre nuovo di conseguenza il vino nuovo va sprecato!

 

  1. “NON TUTTI POSSIAMO FARE GRANDI COSE, MA CIASCUNO PUO’ FARE PICCOLE COSE CON GRANDE AMORE” (Madre Teresa), OVVERO LA DIFESA DELLE COSE FRAGILI

A volte si pensa che essere davvero cristiani significhi assomigliare a “chi fa tanto” … E guai se non avessimo persone disponibili, generose e dedite … Ma dobbiamo aiutarci a trasmettere che non è mai il mio modo o quel modo di praticare il Vangelo che offriamo in Comunità: la Comunità, la Chiesa, porge il Vangelo! Una tenace e paziente pratica di una vita secondo il Vangelo è più che sufficientemente profetica, accessibile e convincente. Allora la cura dello stile e delle piccole cose che ha a cuore i dettagli è una buona via per tutti: usare una parola piuttosto che un’altra, scegliere un titolo piuttosto che un altro, buttarsi negli ambiti più ostici e nascosti della Comunità (implicazioni giuridiche, strutture, contratti, amministrazione, contabilità). Imparare a chiedersi: io cosa posso fare? Signore, cosa posso fare? Don, cosa posso fare?

 

  1. “LA REALTA’ CI CHIAMA AD AVVIARE PROCESSI PIU’ CHE OCCUPARE SPAZI (Papa Francesco), OVVERO LE COSE DEVONO ESSERE SEMPRE MENO, CURATE BENE E INSIEME

Stiamo lavorando sull’orario delle Messe, sia in previsione di un calo dei preti in diaconia, sia per prepararci ad una sovrapposizione di Messe con l’arrivo della quinta sorella, sia per essenzializzare il gesto fontale della Comunità. Segnaliamo come altri processi (= sempre meno cose, curate bene, insieme) già avviati: l’oratorio feriale, la Società sportiva, il sito, la rivisitazione delle feste patronali... Il processo generale più rilevante rimane quello degli “esercizi di comunione tra le chiese sorelle”, ricordando che la tradizione di ogni chiesa sorella, non è un peso da portare: infatti tutto è tradizione e chi la ignora perde la propria identità. La tradizione è come la vita, non si inventa, c’è già, MA va indagata e capita per realizzarne le infinite possibilità e sognare qualcosa di nuovo. Due pericoli: il progressismo (la stupidità di ripudiarla) oppure il tradizionalismo (la stupidità di amarla così tanto da ucciderla).

 

  1. “VORREI TANTO LASCIARVI UN MESSAGGIO POSITIVO, MA NON NE HO! VANNO BENE LO STESSO DUE MESSAGGI NEGATIVI?” (Woody Allen), OVVERO L’UNITA’ PREVALE SUI CONFLITTI

Occorre esercitarsi a sostenere e promuovere la scioltezza comunitaria: le cose che vengono bene sottolinearle e riproporle (ad esempio un pellegrinaggio comunitario); esercitarsi a cercare ciò che unisce e ci aiuta a crescere (ad esempio sognare una festa della Comunità che ci ricorda che stiamo camminando insieme o pensare un progetto abitativo per la Città ricordando il Sinodo minore Chiesa dalle genti).

 

  1. “CI SONO LUOGHI IN CUI SOFFIA LO SPIRITO, MA C’E’ UNO SPIRITO CHE SOFFIA IN TUTTI I LUOGHI” (Madeleine Delbrel), OVVERO SI CERCA GENTE …

Lo Spirito certamente sta soffiando affinché: chi c’è stia al suo posto; tutti cerchino il proprio posto; qualcuno magari cambi posto; tanti altri prendano posto! Lo Spirito aiuta anche quelli che hanno una visione ridotta della realtà, quella che fa vedere ogni particolare distorto, perché non inserito nel contesto della Comunità pastorale. Alcuni infatti parlano, propongono, si trovano, lavorano come se nulla fosse successo o come si è sempre fatto: è una forma di difesa comprensibile, soprattutto se ci si ritrova in pochi nello svolgere un determinato servizio, ma che rischia di sprecare il buon vino! Non dimentichiamo mai questa regola comunitaria: l’ottimo è 100 persone che fanno una cosa sola per ciascuno, bene, non arrabbiati, che una persona che fa 100 cose!

  1. “LA FEDE NON E’ UNA CAPACITA’ PERSONALE … PIUTTOSTO E’ L’ATTEGGIAMENTO SEMPLICISSIMO DI CHI SI ABBANDONA CON FIDUCIA ALLA PAROLA DI DIO” (C.M. Martini), OVVERO LA GESTIONE DEI BENI E’ GIA’ TESTIMONIANZA

Alcuni dei cantieri in corso: la vendita della casa della Sacra Famiglia, la revisione dei giochi per bambini nella Scuola d’Infanzia (nostra eccellenza e prezioso strumento pastorale) e negli oratori, il fascicolo dei fabbricati, il tetto di San Bovio (terzo lotto), la manutenzione del verde

 

  1. “NON HO MAI SENTITO TANTO DI VIVERE QUANTO AMANDO” (Leopardi), OVVERO CAMMINANDO SULLE SPALLE DEI GIGANTI

Per questo diamo molta rilevanza agli anniversari della Dedicazione delle nostre Chiese rispetto agli anniversari delle fondazioni delle nostre chiese sorelle. Aspettiamo intanto la visita pastorale del nostro Arcivescovo.