Mons. Emmanuel Bishay, dopo Padre Hanna un'amicizia che continua

Il Santo Padre ha concesso il Suo Assenso al Rev.do Khaled Ayad Bishay, eletto canonicamente dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Patriarcale di Alessandria dei Copti, per l'ufficio di Vescovo eparchiale di Luqsor (Tebe), finora Officiale della Congregazione per le Chiese Orientali. L'eletto ha assunto il nome di Emmanuel.

S.E. Mons. Emmanuel Bishay

S.E. Mons. Khaled Ayad Bishay (Emmanuel) è nato in Egitto a Kom Gharg (Tema-Sohag) il 5 gennaio 1972.

E stato ordinato presbitero il 25 settembre 1995 a Kom-Gharib per l'Eparchia di Sohag.

Dopo l'ordinazione, ha proseguito gli studi a Roma, conseguendo la Licenza in Teologia morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana e la Licenza in Diritto Canonico Orientale presso il Pontificio Istituto Orientale.

Ha svolto diversi ministeri: professore di Teologia morale, membro dell'équipe docente del Seminario maggiore di Maadi, parroco della Cattedrale dell'Eparchia di Sohag.

Dal 2003 è Officiale della Congregazione per le Chiese Orientali, risiedendo presso la Parrocchia di San Francesco Saverio alla Garbatella, ove svolge il proprio ministero pastorale come collaboratore.

 

Una nuova pagina da scrivere per rinnovare la nostra amicizia e il nostro impegno 

AIUTIAMO LA COMUNITÀ “SORELLA” DI LUXOR E IL SUO PASTORE

Domenica 28 ottobre, Monsignor Emmanuel Bishay, Vescovo dell’Eparchia di Tebe e Luxor, celebrerà le Cresime a S. Bovio,

riprendendo unatradizione che era stata avviata molti anni fa dal suo predecessore:Monsignor Joannes Zakaria, meglio conosciuto come Padre Hanna.

I più anziani tra noi ricordano l’arrivo di Padre Hanna nel lontano dicembre del 1984, quando, giovane sacerdote copto cattolico, era venuto a “prestar servizio” nella nostra piccola parrocchia di S. Bovio, durante il tempo libero dai suoi impegni di studio a Roma. E a S. Bovio aveva anche preparato la sua tesi.
Da allora è nata una profonda amicizia fra lui e la Comunità di S. Bovio che si è rafforzata negli anni.
Divenuto Vescovo dell’Eparchia di Tebe e Luxor non solo è tornato a “prestar servizio” nella parrocchia di S. Bovio come  vescovo celebrante le Cresime, ma ci ha anche permesso di instaurare un rapporto diretto con la Comunità “Sorella” di Luxor.

Padre Hanna ci ha poi lasciato il 27 dicembre 2015, quando si è addormentato per l’ultima volta.

 

LA COMUNITÀ “SORELLA” DI S. BOVIO
Grazie a P. Hanna la Comunità di S. Bovio è entrata in comunione con quella lontana di Luxor:
-  Ha scoperto la loro capacità di accoglienza
-  …ma anche cosa significhi essere cristiani in quel contesto mussulmano
-  Ha avviato un’iniziativa a sostegno di quella comunità (il Progetto Luxor)

 

L’ ACCOGLIENZA
Chi vi ha partecipato non ha più dimenticato l’esperienza del viaggio che abbiamo fatto a Luxor dove siamo stati accolti dalla comunità con un calore che definire commovente è limitativo.
Chi ci è stato non può dimenticare il percorso fatto dietro a P. Hanna dalla sede vescovile verso la chiesa per scoprire, arrivandovi, che la comunità di Luxor ci aveva preparato un’accoglienza straordinaria: il sagrato era stato ricoperto con petali di fiori!

    

La Comunità di Luxor ci aspettava dentro, ammassata sul lato sinistro della chiesa, perché quello destro era stato riservato per noi. Era il loro modo di farci sentire parte della loro “chiesa” che è poi la stessa nostra Chiesa, anche se spesso abbiamo qualche difficoltà a capirlo e, soprattutto, a credervi.
Una celebrazione toccante. Uno scambio della pace fatto di sorrisi, perché nessuno sapeva come si dice “la pace sia con te” nella lingua dell’altro. Ma la lingua non è stata una barriera!
Così come non lo è stata durante la celebrazione dell’Eucarestia, salvo una certa “originalità” visto che è stato un mix di rito ambrosiano e copto-cristiano. Anche i canti si sono alternati nelle due lingue.
Un Messa durante la quale si è percepito il vero concetto di “essere in comunione”. Nessuno doveva spiegarcelo. Lo stavamo vivendo.

     

 

LA DIFFICOLTÀ ED I RISCHI DI ESSERE CRISTIANI A LUXOR
“il martirio è un’ipotesi con la quale conviviamo ogni giorno”. Questa frase, che Monsignor Emmanuel mi ha detto la prima volta che ci siamo incontrati, riassume perfettamente, nella sua gravità, cosa significhi essere cristiani in un contesto mussulmano che ha visto proprio ad Alessandria la formazione di una delle prime e più importanti comunità cristiane. La situazione attuale è infatti estremamente ostile al cristianesimo.
Formalmente esso gode della libertà di … espressione. Nei fatti, però, la situazione è ben diversa. Convertirsi al cattolicesimo è un reato punibile …. con la pena capitale! Non è possibile costruire nuove chiese; la stessa riparazione di quelle esistenti non è automatica, ma richiede permessi difficili da ottenere.
Inoltre, laddove l’essere cristiano è formalmente consentito anche se con i limiti descritti, le comunità cristiane sono oggetto di sabotaggi e di azioni terroristiche (leggere questo articolo dell’ansa Cristiani d’Egitto, vite in trincea). Gli incendi a strutture cristiane non son mai dolosi, ma dovuti a corto-circuiti.
Nel solo periodo tra il marzo e l’ottobre del 2011 oltre 100.000 cristiani hanno abbandonato l’Egitto!
E di azioni “dolose” è stata anche oggetto la comunità di Luxor!
Nel 2007 un incendio aveva distrutto l’ultimo piano della casa vescovile che si trova sulle rive del Nilo.

        

La Casa Vescovile prima dell'Incendio                        … … e dopo l'Incendio

Per le autorità locali la causa dell’incendio era un corto-circuito, anche se … si erano trovate le prove che era stato doloso.

       

L’attentato più recente (aprile 2016) ha distrutto la Cattedrale di Luxor ed è avvenuto tre giorni dopo che era stata annunciata la data della consacrazione del nuovo vescovo – Monsignor Emmanuel – che doveva aver luogo proprio in quella chiesa!

     

 

LA SITUAZIONE ECONOMICA
Il turismo, a causa degli attentati terroristici, è crollato e con esso una delle principali fonti di reddito per la popolazione locale.
Questo ha naturalmente impattato anche sulle finanze della diocesi e, quindi, sulla sua capacità di aiutare la popolazione locale (anche quella mussulmana!). Molti dei progetti che P. Hanna aveva avviato sono stati necessariamente abbandonati.
A Luxor c’erano tre orfanatrofi: due femminili ed uno maschile. I primi due erano gestiti da delle suore, mentre il terzo dai gesuiti. Ne è rimasto uno solo femminile! Ma gli orfani non sono diminuiti!
Oltre alla necessità nel trovare risorse per coprire i costi correnti necessari a far fronte alla vita della comunità, Monsignor Emmanuel deve ora preoccuparsi anche di trovare fondi per assicurare la ricostruzione della cattedrale, per la quale le autorità hanno dato l’autorizzazione.

IL PROGETTO LUXOR
Agli inizi del 2002 la Comunità di S. Bovio decideva di avviare un’iniziativa di supporto economico che assicurasse a quella Diocesi un’assistenza economica certa per un lungo periodo, sulla quale essa potesse far affidamento per affrontare le innumerevoli necessità ed emergenze, che abbracciavano anche i non cristiani. Una forma di adozione a distanza, dove chi “adotta” è una comunità (S. Bovio) e l’adottato è un’altra comunità (la Diocesi di Luxor).
L’iniziativa prevedeva la sottoscrizione di un impegno mensile individuale per la durata di un anno (rinnovabile). Un impegno, ovviamente morale, ma che pur sempre rappresentava una responsabilità personale nei confronti di quella comunità.

La “mensilizzazione” dell’impegno aveva poi un duplice scopo: ridurre l’impatto finanziario, e soprattutto permetterci ogni mese di ricordare quella comunità e le sue difficoltà … e magari aggiungere anche una preghiera!
Si erano previsti due “impegni” minimi: 4€/mese per i bambini e 10 per gli adulti. La raccolta avveniva mensilmente durante la prima domenica del mese.
Iniziato nel 2002, quel progetto è andato avanti fino alla morte di P. Hanna. Con una raccolta media che ha oscillato tra i 10.000 ed i 15.000 €/anno. Nell’arco di 12 anni la Comunità di S. Bovio ha contribuito per circa 160.000 Euro. Conoscendo il moltiplicatore da applicare al valore dell’Euro in quel paese, di cose ne sono state fatte tante e di bellissime!
Il nostro desiderio è quello di riprendere il nostro aiuto a quella comunità. La lista delle comunità cristiane in difficoltà è lunghissima. Fare una gara per scegliere quella più bisognosa avrebbe come risultato solo di trovare … dei perdenti.
Proporre, quindi, Luxor risponde comunque ad una esigenza vera e, allo stesso tempo, si rivolge ad una comunità “sorella”.
A questo proposito il Gruppo Missionario Decanale valuterà quali iniziative intraprendere a partire dal 2019.

Cosa fare oggi?
La crisi economica, che ha colpito Luxor, ha anche comportato la chiusura di due asili, creando un grossissimo problema. Con 720 €/anno si può adottare a distanza un orfano (vitto, alloggio e scuola). E questo problema ci offre l’opportunità per fare subito qualcosa!
Il weekend del 27-28 ottobre, approfittando della visita di “Padre Emmanuel” a S. Bovio per la celebrazione delle Cresime, si cercherà di raggiungere tale cifra con la raccolta fondi per le missioni che verrà fatta a S. Bovio (vendita delle torte) e iniziare con una prima adozione.
… ovviamente non occorre essere di S. Bovio o comprare una torta per fare una donazione!!!