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Incontro di riflessione e confronto sulla lettera Enciclica di Papa Francesco LAUDATO SI’ – venerdi 27 settembre a Peschiera Borromeo

 


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Siamo autorizzati a pensare, è questa la sostanza dell’incontro che si è tenuto il 27 settembre 2019 a Peschiera Borromeo è organizzato dalla Commissione culturale, con la relazione di Don Walter Magnoni che è il responsabile della Pastorale sociale e del lavoro per la Diocesi di Milano. Una sfida che ci tocca e mette in atto gli interrogativi del nostro tempo .
La data dell’incontro ha coinciso,casualmente, con la mobilitazione di massa dei giovani di venerdì 27 settembre, ispirati dall’icona ormai mondiale Greta Thunberg, per chiedere ai politici un cambio di marcia sui temi del surriscaldamento del pianeta e dei cambiamenti climatici.
Forse in questo momento l’intensità delle emozioni è particolarmente determinante nei comportamenti e le reazioni sono diverse: da chi pensa che la giovane attivista sia manipolata, alle reazioni negative delle lobby economiche e quelle invece positive degli ambientalisti. Con umiltà dobbiamo ammettere che la Chiesa, sulla questione ambientale, è arrivata un po’ tardi. Da qui il fermarsi a rileggere l’Enciclica di Papa Francesco Laudato sii ci aiuta a trovare le ragioni e le azioni necessarie per decidere un cammino.
Il punto prospettico è l’ecologia integrale cioè il problema della Terra e dell’uomo stanno insieme, il grido della Terra e il il grido dei poveri. Non possiamo pensare alla questione dell’ambiente e trascurare i problemi dell’uomo. Tutto è connesso e tutto è relazione.

Quali sono le cose che possiamo fare? Il Papa non si rivolge solo ai Cattolici, ma ad ogni persona che abita il Pianeta per entrare in dialogo con tutti. Dobbiamo guardare la realtà,illuminarla con la Parola di Dio e l’insegnamento della dottrina sociale della chiesa, vedere le cose da fare e decidere.
Nessun ramo della scienza può essere trascurato, si tratta di assumere eticamente i migliori studi scientifici.
“La partecipazione democratica e la corresponsabilità per il bene comune crescono, a me sembra, se si condividono pensieri e non solo emozioni, informazioni obiettive e non solo titoli a effetto, confronti su dati e programmi e non solo insulti e insinuazioni, desideri e non solo ricerca compulsiva di risposta ai bisogni” ci ricordava il nostro vescovo Mons. Mario Delpini e anche “ credo sia opportuno un invito ad affrontare le questioni complesse e improrogabili con quella ragionevolezza che cerca di leggere la realtà con un vigile senso critico e che esplora percorsi con un realismo appassionato e illuminato. La gente che abita le nostre terre, posso attestarlo per esperienza, ha risorse di intelligenza e di riflessione che anche nel dibattito pubblico, anche nel confronto quotidiano, anche nell’esercizio delle responsabilità amministrative devono esercitarsi per la ricerca di percorsi promettenti”.
La sfida è la comunità, cioè l’uscire da una logica individualista, fidarci degli altri perché il principio è il bene comune. Molti sono i temi da affrontare dalla perdita della biodiversità alla questione dell’acqua, non tutto è etico e molto è stato sacrificato per il profitto, è un privilegio il consumo critico, riguadagnare il valore della vita, recuperare un rapporto con la natura aspettando i suoi tempi.
Ma a livello personale, io in che cosa posso migliorare? Come posso migliorare le mie relazioni?
Aiutiamoci a ritrovare la presa in carico solidale delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento e in una prospettiva di ecologia integrale. Occorre rilanciare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare a nuovi stili di vita e di consumo responsabile, così come a scelte lungimiranti da parte delle comunità.