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La Sacra scrittura domestica

In questo articolo il Cardinale Gianfranco Ravasi dà preziosi consigli sulle più recenti edizioni italiane della Bibbia, in uso nella liturgia ma anche destinate alla lettura personale.
Sono molti, anche tra i nostri lettori, coloro che mi chiedono di suggerire loro una buona traduzione della Bibbia in lingua italiana.
È noto a tutti che la grande svolta è stata segnata dal Concilio Vaticano II che ha visto la riappropriazione della Bibbia da parte delle comunità ecclesiali cattoliche non solo nell’ufficialità della liturgia ma anche nella costellazione della teologia, della catechesi, dei corsi biblici, delle letture spirituali, del dialogo ecumenico e persino della cultura “laica”.
Attualmente il testo capitale di riferimento rimane, coi suoi molti pregi e alcuni difetti, la cosiddetta «Bibbia CEI», allestita inizialmente nel 1971 su una base preesistente, la Sacra Bibbia (Utet 1963), curata da tre esegeti cattolici molto noti, Enrico Galbiati, Angelo Penna e Piero Rossano. Dopo ulteriori revisioni, a partire dal 1974 divenne la traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), entrando anche nella liturgia. Ci si accorse, però, con l’evoluzione della lingua e anche degli studi esegetici, che sarebbe stata necessaria una revisione più accurata e sistematica e così dal 1986 si avviò un progetto che si concluse un ventennio dopo, quando nel 2008 vide la luce il nuovo testo che entrò anche nel «lezionario», cioè nelle letture bibliche della liturgia. Questa Sacra Bibbia è disponibile, in un’edizione con note essenziali, curata dalla CEI e dall’UELCI (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani). Un’altra proposta della stessa traduzione, con note più ricche e articolate, è quella denominata La Bibbia. Via verità e vita (San Paolo-Paoline 2012).
Un grande successo ha registrato la cosiddetta Bibbia di Gerusalemme ripetutamente riedita dalle Dehoniane e che consigliamo.