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La “piccola” del Vangelo : Santa Teresa di Liseaux

Questo è un tempo molto favorevole per la Chiesa e per tutti noi chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia, ad essere segno efficace dell’agire del Padre e “rendere più forte la nostra testimonianza.

Tornano alla mente le parole di Papa Benedetto XVI che, nella udienza generale del 6 aprile 2011, ci volle parlare di Santa Teresa di Lisieux come la “piccola” del Vangelo che visse una vita nascosta e semplice lasciandosi condurre da Dio nelle profondità del suo Mistero.
Anche noi come Teresa di Gesù Bambino dovremmo poter ripetere ogni giorno al Signore che vogliamo vivere di amore a Lui e agli altri, dovremmo lasciarci da Lui attrarre perché “Gesù rende dolce ciò che vi è di più amaro” e imparare alla sua scuola ad amare in modo autentico e totale.
Con le parole, tratte dal suo famosissimo libro Storia di un’anima, Santa Teresina ci parla della misericordia: “Appena do un’occhiata al Santo Vangelo, subito respiro i profumi della vita di Gesù e so da che parte correre… Non è al primo posto, ma all’ultimo che mi slancio… Sì lo sento, anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, perché so quanto ami il figliol prodigo che ritorna a Lui”.
Storia di un’anima è un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e diffuso in tutto il mondo.

La sua vita fu una meravigliosa storia d’amore e questo Amore ha riempito tutta la vita di Teresa, dalla nascita il 2 gennaio 1873 in Normandia Francia fino alla morte a soli 24 anni il 30 settembre 1897.

La sua è “una piccola via ” di fiducia e amore, via dell’infanzia spirituale. Fiducia nelle mani di Dio, inseparabile dall’impegno forte, radicale del vero amore, che è dono totale di sé, per sempre, come dice la Santa contemplando Maria: “Amare è dare tutto, è dare se stesso”.

” Per giungere alla perfezione io non conosco altro, mezzo che l’amore…a Gesù piace mostrarmi la solo via che conduce alla fornace divina, cioè la via dell’abbandono del bambino che si addormenta senza paura tra le braccia di suo padre. Ai piccoli viene accordata la misericordia.” È per pura grazia che suor Teresa è arrivata a questo abbandono, ma ci è voluto molto tempo, “ora vi sono, mi ci ha posto il buon Dio, m’ha presa nelle sue braccia emi ha messo là”. Ecco tutto ciò che Gesù esige da noi.

Così Teresa indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all’Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per tutti gli altri.

“Teresa Martin, Carmelitana scalza di Lisieux, desiderava ardentemente di essere missionaria. Non solo coloro che scelgono la vita missionaria, ma tutti i battezzati, sono in qualche modo inviati ad gentes.” Per questo e con queste parole Papa Giovanni Paolo II ha voluto proclamare Dottore della Chiesa universale Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo: una donna, una giovane, una contemplativa.

La piccola via ha in sé la vera santità. Appena Dio ci vede veramente compenetrati nel sentimento del nostro nulla…..ci porge subito la mano. Ma se ci proponiamo di compiere qualcosa di grande, fosse anche con la scuola della zelo, egli ci lascia soli. È’ dunque sufficiente umiliarsi e sopportare con calma la propria imperfezione: ecco per noi la vera santità.

I santi del Signore sono chiamati a rianimare continuamente il fuoco che egli ha portato sulla terra, per non lasciarlo soffocare nell’inconsistenza di un cristianesimo diventato borghese.

Negli ultimi giorni della sua vita nell’infermeria suor Teresa “riconosce lucidamente i suoi limiti e accetta tutte le umiliazioni, dovute alla sua condizione di inferma: debolezze, pianti, impazienza… quanto sono contenta di vedermi imperfetta e d’avere tanto bisogno della misericordia del buon Dio nel momento della morte.

“Dio mio …io… ti amo!…”

Bibliografia

Storia di un’anima – Teresa di Lisieux