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Francesco istituisce la «Domenica della Parola di Dio»

Il Papa ha istituito la «Domenica della Parola di Dio», auspicando che essa «possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture». Lo ha fatto con la lettera apostolica in forma di motu proprio «Aperuit illis», stabilendo «che la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio».

Con quali modalità verrà celebrata la Domenica? Molto semplicemente si chiede – senza modificare nulla nella liturgia – di rendere più evidente la proclamazione della Parola di Dio. Il Papa si rivolge anche ai vescovi perché in quella domenica affidino il ministero ai Lettori e suggerisce di formare delle persone che sull’esempio dei ministri straordinari dell’Eucaristica, siano ministri straordinari della Parola.

Perché è stata scelta come data la terza domenica del Tempo ordinario?

Perché in questa domenica le letture, il Vangelo particolarmente, parla dell’inizio del ministero di Gesù, che annuncia il Regno di Dio. Così il Santo Padre indica alla Chiesa una modalità di azione. La domenica della Parola di Dio deve porsi come un punto verso cui orientare sempre di più il cammino delle Chiese, che poi può essere integrato con diverse iniziative per dare sostegno, forza e significato a tutto l’anno liturgico. Non dimentichiamo inoltre che la terza domenica del Tempo ordinario cade sempre nel mese di gennaio e dunque a ridosso della giornata del dialogo con gli ebrei e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Questa scelta assume perciò anche una grande valenza ecumenica e interreligiosa.

C’è anche un valore di condivisione con i più poveri?

Senz’altro. Il Papa cita la parabola del ricco e di Lazzaro e sottolinea il rimprovero di Abramo al ricco che chiede di mandare qualcuno dai morti. Non ce n’è bisogno. Hanno Mosè e i profeti. Li ascoltino. È il richiamo all’ascolto della Parola di Dio che ci provoca ad essere attenti alla testimonianza fatta di segni tangibili a favore dei più disagiati.

Avvenire