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Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino.

“Il punto di partenza per una risposta consiste proprio nell’ammettere, con umiltà, di non sapere pregare. Siamo capaci di recitare delle formule, con la grazia di Dio riusciamo a vivere momenti di raccoglimento e a esprimere alcuni gesti di preghiera, interiori ed esteriori. Tuttavia, spesso non giungiamo oltre, o meglio, allorché lo tentiamo ci troviamo subito alle prese con le distrazioni, con la fatica, con una sorta di nervosismo, con un senso di insofferenza verso una realtà che non avvertiamo nostra. Da un lato comprendiamo che la preghiera è importante perché Gesù l’ha vissuta e perché racchiude promesse di pace e di purificazione interiore. Dall’altro ci accorgiamo di non possederne la chiave”
Con queste parole ricordiamo quelle pronunciate ad un ritiro tenuto dal Cardinale Carlo Maria Martini a dei giovani e raccolte nel suo libro Pietro – Le confessioni.
“Tutte le volte che presumiamo di aver acquisito la capacità di pregare ci poniamo al di fuori del vero spirito orante; mostriamo di aver disimparato che la preghiera è dono dall’alto, è permettere allo Spirito di intercedere per noi con gemiti inesprimibili.
Se ci disponiamo, allora la grazia battesimale, la coscienza della vita filiale in Cristo, ricevuta nel Battesimo, libera lo Spirito che è in noi lasciandolo scaturire come acqua inesauribile della nostra vita di preghiera.
La lectio divina ci fa entrare a poco a poco nella preghiera, non c’è preghiera cristiana che non abbia riferimento alla parola di Dio scritta, parola che ci fa entrare in comunione reale con Gesù…
1. La lectio consiste nel leggere e rileggere un testo biblico mettendone in rilievo gli elementi portanti e facendo risaltare i punti salienti. Non si tratta semplicemente di un esercizio intellettuale, perché è finalizzato al momento successivo.
2. La meditatio è questo successivo momento e serve per comprendere i valori del brano, siano essi umani, religiosi o spirituali. Tutti gli elementi osservati nella lectio vengono fatti oggetto di attenzione e di riflessione. A poco a poco ci sentiamo sollecitati a confrontare la nostra vita con la parola di Dio e i pensieri si semplificano.
3. Si entra così nella contemplatio; in essa ci troviamo in contatto con il Mistero. La riflessione lascia il posto all’adorazione, alla lode, all’offerta di sé, alla richiesta di perdono e intuiamo che solo in Cristo realizziamo la pienezza di noi stessi. Questo è il luogo della pace orante, ove tutto il cammino esistenziale acquista spessore e significato.
L’orazione infatti richiede un continuo sforzo di purificazione, di rigenerazione del cuore, che si spalanca al dono; solo così possiamo vivere, in Cristo, la preghiera cristiana…
Incontreremo momenti faticosi, forse ripugnanti, perché si tratta di un viaggio verso l’interiorità. E nell’itinerario verso l’interiorità ci sono tappe segnate dalla tranquillità e dall’espansione d’animo, mentre ve ne sono altre in cui tutte le nostre difese interiori – malumori, distrazioni, voglia di fare altro, irritazioni, nervosismi – scattano e ci bloccano.
Il problema fondamentale è la maturazione della fede, la crescita vocazionale”
Abbiamo ripreso alcune frasi all’inizio del libro di Martini per ricordarlo proprio il 31 agosto, il settimo della sua morte.

“A tutti, credenti e non credenti vorrei ripetere che la sorgente del mio pensare e del mio agire ha voluto essere sempre la Parola di Dio.”