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Accogliere e custodire la Vita nascente come il più bello e prezioso dei doni.

La storia non ci sarebbe giunta se la sua protagonista non avesse scelto la Rete per narrarla, come si conviene a una ragazza di 27 anni, una millennial. Nel suo ultimo tweet, il giorno del compleanno, mostra il biglietto con il quale la madre l’ha deposta – appena nata – sui gradini dell’ospedale di Nantes: «Mi chiamo Alexandra. Sono nata sabato 8 agosto 1992 all’1.30 del mattino. Poiché mamma non può occuparsi di me, vi ringrazio di prendervi cura di me». Adottata quando aveva tre mesi, felice della sua «sola famiglia», vorrebbe tuttavia conoscere la madre biologica «per ringraziarla per il suo atto così coraggioso».

Scomparsa Paola Bonzi, fondatrice del Centro aiuto alla vita Mangiagalli di Milano.
Un’intera esistenza, la sua, dedicata solo ed esclusivamente ai piccoli, spesso indesiderati; una vita intera nell’ascolto quotidiano di donne e future mamme in difficoltà; un servizio portato avanti in prima persona, con grande determinazione e infinito amore. Paola ha vissuto ascoltando e abbracciando prima le mamme e poi i loro bambini.
Avvenire