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Sanità cattolica

Le sfide che attendono un settore sempre più in difficoltà, mettendo allo studio strategie che coinvolgano reti territoriali e garantiscano la continuità dell’accesso alle cure.

Ha preso il via a Roma l’11 giugno un “cantiere sinodale” della durata di un anno per ridefinire carisma, identità e ruolo della sanità cattolica nell’azione pastorale della Chiesa e a servizio dei più fragili. Il presidente della Cei rilancia il primato della carità.

L’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Chiesa italiana chiama a raccolta le strutture sanitarie cattoliche (oltre 260 su tutto il territorio) invitandole a interrogarsi su carisma, identità e ruolo, alla luce del principio di sussidiarietà e dei loro rapporti con lo Stato italiano e le Regioni. Parole d’ordine eccellenza delle cure, carità e sostenibilità economica. Ma anche intelligenza organizzativa e formazione del personale tra progressi scientifici e sfide bioetiche.

“ciascuno di noi è chiamato a prendersi cura dell’altro in forza del battesimo” ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che invita a “reimparare a essere vicini ai malati e ai sofferenti, rispettosi della sofferenza degli altri, ma non distanti: farci prossimi a loro”. Oggi, di fronte ad una sanità “profondamente cambiata”, a molte persone che si trovano “a dover affrontare sofferenza e malattia senza alcun sostegno” mentre “mancano servizi sanitari territoriali adeguati, servizi domiciliari, sistemi di accompagnamento anche economico”, la pastorale della salute dovrà sempre più “farsi carico di queste fragilità”, il monito di Bassetti. Di qui l’invito ad attivare nelle parrocchie ministri straordinari della comunione, volontari e associazionismo cattolico per “costruire una rete di vicinanza, accoglienza e sostegno a malati e anziani soli” affinché nessuno si senta più abbandonato, e ad accompagnare con compassione che si trova nella fase terminale dell’esistenza.