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20 maggio 2019 – Faccia a faccia con i Vangeli: Maria e il Risorto

Quinto incontro: Maria e il Risorto

Ieri sera 20 maggio 2019 nella Cappellina a Bettola, ricordando che questi incontri comunitari hanno l’obbiettivo di aiutarci a imparare a pregare con la Parola del Signore, ci siamo lasciati affascinare dal Vangelo di Giovanni 20,1-18. Don Zaccaria ci ha aiutato, attraverso una profonda e appassionata meditazione, a scoprire l’incontro significativo di Maria di Magdala, immagine della Chiesa, la Sposa che trova l’amato del suo cuore: Gesù Risorto.

Dopo la crocefissione e morte, Gesù è stato deposto nel sepolcro e non è più visibile pubblicamente, non appare a tutti, appare solo ad alcuni e questi dicono che Lui è vivo. Sono le donne le protagoniste dell’incontro, ma la loro testimonianza non è creduta proprio perché sono donne. Là giunte, l’inattesa sorpresa: il sepolcro era stato aperto, la grande pietra rotolata via, e Lui non lo trovarono più. Maria di Magdala indugiava là, piangendo a calde lacrime. “Dov’è il mio Signore? Chi lo ha portato via?”
«Donna, perché piangi? Chi cerchi?» rispose Gesù. Voltandosi, disse piangendo: «Hanno portato via il mio Signore; se tu sai dov’è, dimmelo e andrò a prenderlo». Ma a questo punto si sentì chiamare per nome: «Maria!».
Era Lui! Era Gesù risorto!

Senza ombra di dubbio lo riconobbe: «Rabbunì, Maestro mio caro!». E si prostrò ai suoi piedi per abbracciarlo, per adorarlo…”. Maria di Magdala, la prima a vedere il Signore risorto, fu dunque da Lui costituita “prima messaggera” della sua risurrezione, apostola degli apostoli. Proprio lei, una donna…
Dice a lei Gesù: “Non (continuare a) toccarmi; infatti non sono ancora salito al Padre. Ora va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro e Dio mio e Dio vostro.”
I discepoli avevano paura, non credettero perché era troppo assurdo e incredibile quello che raccontava la donna.

Gesù non è un sopravvissuto, è inafferrabile, Lui vive e si fa presente nella nostra vita ma non lo puoi trattenere, lui è già lì, non lo devi chiamare.
Finalmente si incontrano nel giardino, dove s’innalza l’albero della vita, c’è anche la stanza nuziale, dove lo Sposo si è unito all’umanità con un amore più forte della morte. Qui la sposa lo abbraccia. È la scena più bella, “entusiasmante” del Vangelo; scena che vediamo rappresentata nel famoso affresco del Beato Angelico “Noli me tangere”.
“Si può senz’altro affermare che le stimmate di Cristo, secondo il Beato Angelico, sono i fiori del suo corpo». Ma altrettanto legittimamente si potrebbe dire che «Cristo è qui rappresentato nell’atto emblematico di “seminare” le sue stimmate nel giardino del mondo terreno”.

Gesù non si separa da noi, “vai da loro e di’ loro che li aspetto in Galilea”….
“Andare in Galilea” significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva” e così tornare “a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. È da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle”, come nell’omelia della Veglia del 2014 di Papa Francesco.
Per ogni cristiano vi è una seconda Galilea: si tratta dell’“esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo, che mi ha chiamato a partecipare alla sua missione e a seguirlo. In questo senso, tornare in Galilea significa … recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava.”

Alleghiamo registrazione sonora dell’incontro del 20 maggio 2019, Bettola

registrazione audio

Ringraziamo di cuore Don Zaccaria per questi incontri che hanno fatto ardere il nostro cuore.
Riprenderanno il prossimo anno pastorale.