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«Perché dal deserto di alcune situazioni poi, all’improvviso, spuntano sempre fiori». Scoprirsi down.

Questa è la storia di un libro rimasto nel cassetto per decenni, la storia di “Scoprirsi down”: edito in questi giorni da San Paolo racconta la vita (bella) con un cromosoma in più. Una storia di vita, studi, lavoro in un ristorante, sport e passione per la pallavolo, raccontata da Alberto Meroni e dal suo papà Ezio. Eccola.

Alberto è ancora in viaggio, nella pancia di mamma. Ma quel cromosoma in più è già evidente. E l’unico ad averlo notato è proprio lui. A non sapere ancora della sua esistenza sono mamma Ornella e papà Ezio, che invece attendono il loro bambino con gioia e fede. Alberto racconta la sua vita da quei primi istanti. Perché per i suoi genitori, sin dalle prime settimane, lui è stato subito, comunque e in ogni caso, il figlio tanto atteso e desiderato. Quel primo compagno di viaggio, il cromosoma 21, non lo lascerà più. Mamma imparerà subito a convivere con quell’intruso. Papà Ezio no. Per lui è tutto più difficile. Perché sa che più difficile sarà la vita di suo figlio, nato con la sindrome di Down. Ed è questo, in fondo, che fatica ad accettare. Oggi Alberto ha 23 anni. E il libro, scritto con papà Ezio, è pagina dopo pagina la dimostrazione che sì, quel cromosoma in più sarà un peso da portarsi dietro, sempre, ma è un peso in più che si può condividere. Basta volerlo. E più lo si condivide, e più si incontrano persone disposte a condividerlo, più la vita di Alberto è piena. Bella. Il primo a lottare perché questo si realizzi è proprio papà Ezio, che nel libro, come nella vita, lascia ad Alberto il ruolo di vero protagonista: è lui il narratore, è il capitano. Mamma Ornella, con delicatezza e dedizione, tira i fili di entrambi dietro le quinte.
Scoprirsi down: la copertina del libro di Alberto ed Ezio Meroni
Di persone disposte a condividere il suo cammino, Alberto ne ha incontrate tante. A partire da alcuni medici e professionisti, insegnanti, allenatori e datori di lavoro. Molti di più, però, non ne sono stati capaci, infliggendo sofferenza là dove già c’era. E il libro è un lucido, garbatamente ironico quanto doloroso, intreccio di queste relazioni ed esperienze vissute dalla famiglia Meroni: a scuola, in oratorio, nello sport, sul lavoro. Un intimo quadro di grandezze e miserie, di medici insensibili, di pettegolezzi di paese, pregiudizi, mancanza di professionalità, ipocrisie, incapacità varie che si affiancano però all’amore dei nonni, al valore degli amici veri, alla generosità di tanta gente.

Che lui e la moglie chiamano Provvidenza. Tutto con un unico filo conduttore: quello dell’amore, e della forte fede, di due genitori capaci di mettersi sempre in discussione ma di non cedere mai al compromesso di trattare, o di vedere trattato, il loro figlio come un “poverino”. Alberto invece non ha mai ricevuto sconti. È evidente anche quando nel libro racconta dei suoi capricci e delle sue “marachelle” di bambino in crescita. E delle ferme prese di posizione di papà Ezio.

Un salto in avanti fino a oggi. Alberto Meroni lavora dal 2015 a tempo indeterminato come cameriere e aiuto cuoco a Hortus, ristorante vegetariano e vegano di Cusano Milanino, dopo aver conseguito l’attestato all’alberghiero Olivetti di Monza e svolto un tirocinio di anni seguito da In-Presa di Carate Brianza, con l’impegno formativo nella mensa della scuola materna Cazzaniga di Monza.
Oggi ogni giorno prende il 727, l’autobus che da Cinisello, dove abita, lo porta puntuale e impeccabile ai tavoli di Hortus. Provare per credere: le recensioni dei clienti sui portali più noti sono tutte in chiave positiva e sottolineano la professionalità, e la simpatia, di Alberto.
Tutti i proventi delle vendite del libro “Scoprirsi down” verranno destinati dalla famiglia Meroni in beneficenza.

Il Cittadino